Modena, El Koudri voleva arruolarsi per entrare in una base della Nato
Voleva arruolarsi e lavorare in una base della Nato Salim El Koudri. Il 31enne italo-marocchino accusato di strage e lesioni aggravate per aver ferito otto persone lanciando l'auto a folle velocità nel cuore di Modena aveva chiamato più volte presidi dell'Alleanza Atlantica in Italia. Il motivo non la spiegato ai giudici che l'hanno interrogato. Ha preferito restare in silenzio. Ma sui computer e sui quattro telefoni cellulari che gli sono stati sequestrati pare sia rimasta traccia di queste chiamate e di alcuni messaggi. In uno di questi domandava informazioni su cosa si mangiava nelle basi Nato, sui menu serviti ai militari. Non riuscendo a trovare lavoro come impiegato, forte di una laurea, Salim ha forse pensato di arruolarsi per guardarsi da vivete? Gli investigatori non rivelano più di tanto, ma le indagini proseguono serrate. Soprattutto perché dopo quando messo in atto sabato scorso l'aver contattato presidi militari dell'Alleanza Atlantica potrebbe nascondere intenzioni differenti da chiedere dettagli sui menù.
C'è l'aveva con chi fa soldi immeritatamente El Koudri e in uno dei suoi account sui social avrva inserito, secondo il suo pensiero, Chiara Ferragni. "Sono tutte cose che non segnano un percorso logico dentro cui trovare spiegazione, ma che dimostrano il vero disagio che lo attraversava", ha affermato Fausto Giannelli, avvocato che difende il giovane e che ha chiesto per lui una perizia psichiatrica. Visti anche i trascorsi in materia di cure presso il centro di salute mentale del capoluogo emiliano. Cure inspiegabile abbandonate nel 2024. "Ho sbagliato tutto nella vita” è una delle poche frasi che ha detto al legale dopo la strage. Da quando è stato fermato è in isolamento in carcere, nel timore possa venire aggredito dagli altri detenuti. Salim era sempre più isolato e taciturno negli ultimi mesi, secondo la famiglia. "Pensavamo che le difficoltà lavorative fossero la spiegazione di questo cambiamento”, ha spiegato ieri la sorella maggiore tramite l’avvocato. “Non avevamo capito la sua malattia e quanto fosse grave il male che covava dentro e che in casa non manifestava”.
La procura ha chiesto la convalida dell'arresto e la custodia in carcere. El Koudri si è avvalso della facoltà di non rispondere, pur avendo fornito però indicazioni utili alle indagini in merito alle password per accedere ad uno dei suoi telefonini sequestrati dagli inquirenti. Il giudice nel pomeriggio dovra pronunciarsi sulla convalida del fermo disposto dai pm. L'avvocato Gianelli racconta il primo incontro con Salim in cella. "Mi ha detto sì, grazie. Non sorride, ha uno sguardo fisso, sembra una persona che riflette, a tratti quasi assente". Durante il colloquio, Salim avrebbe chiesto più volte delle sigarette, ma non di incontrare amici o familiari. "Temo che non abbia amici - dice Gianelli - e in questa fase preferisce non vedere neppure la famiglia". Per l'avvocato, il nodo della questione non è soltanto la responsabilità penale, ma il disagio psichiatrico che potrebbe esserci dietro quanto accaduto. "Aiutarlo a capire ciò che ha fatto non servire solo a lui, ma a tutti noi. Solo comprendendo cosa è successo possiamo evitare che episodi simili si ripetano". Il difensore sottolinea come il tema del dibattito politico non debba diventare una discussione sul rimpatrio o sulle origini della persona coinvolta.
Ma il vicepremier Matteo Salvini è chiaro: "Noi siamo uno dei paesi che concedono più cittadinanze in assoluto, ce la giochiamo con la Spagna. Una gran parte se la stramerita, ma una piccola parte di cittadini non si meritano la fiducia e i soldi che gli italiani gli hanno dato con i permessi di soggiorno e le cittadinanze. In presenza di gravi reati, stupri, omicidi, rapine a mano armata, atti terroristici, la revoca di questo patto di fiducia mi sembra assolutamente necessaria".
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