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Pietracatella, svolta nelle indagini: il telefono di Alice Di Vita sotto la lente degli inquirenti

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Foto: Ansa

Pina Sereni
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Svolta nel giallo dell'avvelenamento di Pietracatella: l'avvocato di Gianni Di Vita, Vittorino Facciolla, ha confermato che martedì prossimo 28 aprile ci sarà un accertamento "irripetibile" sul cellulare di Alice Di Vita, sorella di Sara e figlia di Antonella, le due vittime dell'avvelenamento. Il telefonino è stato acquisito nell'ambito della prima inchiesta, quella che vede indagati per omicidio colposo cinque medici e dove Alice Di Vita è parte offesa. Martedì, sul suo cellulare, alla presenza degli avvocati delle parti, verranno verificati messaggi, telefonate e cronologia degli accessi ad Internet. L'avvocato Facciolla dichiara all'Adnkronos: "Alice ha consegnato il suo telefono volontariamente e senza alcun problema, lei nell'inchiesta sui medici è parte offesa e, siccome durante la fase del ricovero della madre e della sorella, era il punto di collegamento tra familiari e sanitari, probabilmente gli inquirenti vorranno acquisire ogni informazione utile alle loro indagini”.

 

 

Negli scorsi giorni era inoltre emerso che si stavano concentrando anche sulla possibile provenienza della sostanza le indagini sul caso di Pietracatella, dove a fine dicembre sono morte Sara Di Vita, 15 anni, e la madre Antonella Di Ielsi, 50 anni. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti ci sarebbe quella di un veleno ricavato in modo artigianale dai semi della pianta del ricino. Proprio per questo sono in corso verifiche sul territorio per individuare eventuali contesti in cui la pianta o i suoi semi possano essere disponibili. Le attività riguarderebbero ambienti diversi, dai contesti rurali e domestici fino ad ambiti a fini didattici, come scuole di agraria, dove la pianta è utilizzata per studio e laboratorio. Si tratta di accertamenti tecnici legati alla disponibilità della materia prima e non di ipotesi accusatorie. Resta centrale, sul piano scientifico, la relazione del Centro antiveleni Maugeri di Pavia, attesa per chiarire la natura della sostanza individuata nei campioni biologici delle due vittime. 

 

 

Intanto un audio trasmesso dal Tg1 - relativo a un colloquio tra una dottoressa del pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Campobasso e gli inquirenti il 28 dicembre, giorno del decesso di Antonella Di Ielsi e del primo sopralluogo - ha riportato l'attenzione su alcuni valori clinici riscontrati anche nel padre delle vittime, tra cui bilirubina e piastrine elevate. Si tratterebbe di dati compatibili con un possibile stato di malessere riconducibile a un'intossicazione o avvelenamento. Sul punto è intervenuto il legale di Gianni Di Vita, parte offesa allo stato attuale, Vittorino Facciolla, secondo cui tali elementi indicano che "anche Gianni è entrato a contatto con la sostanza perché, evidentemente, se di avvelenamento si è trattato, lo stesso era un potenziale bersaglio".

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