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Saviano assolto, ma torna all'attacco: "Voleva consegnarmi ai clan". Salvini: "Querelerò di nuovo"

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Il giudice monocratico del tribunale di Roma ha assolto lo scrittore Roberto Saviano dall'accusa di diffamazione per aver definito nel 2018 l'allora ministro degli Interni Matteo Salvini il "ministro della malavita". Una citazione, la stessa che lo storico Salvemini usò nel 1910 nei confronti del già presidente Giovanni Giolitti. 

Saviano ha detto di essere stato "perseguitato" a suon di campagne elettorali in cui si chiedeva la revoca della scorta. Dall'altra parte, il leader del Carroccio commenta: "La scorta? Ho fatto il ministro e non gli abbiamo tolto assolutamente niente. Posso stare antipatico, però da ministro dell'Interno ho combattuto mafia, camorra e 'ndrangheta. Io vado avanti lo stesso a fare il mio lavoro". 

Ma Saviano rilancia: "Questa sentenza ci dimostra che lui aveva preso in considerazione la possibilità di consegnarmi ai clan". Per Salvini è un affronto e annuncia: "Lo ri-quelerò per questo". 

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