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Anarchici, adunata a Roma per il corteo: è allerta. In Grecia un'altra bomba per i due "martiri"

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Davide Di Santo
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Anarchici in lotta per Cospito nel nome dei nuovi martiri, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. Ancora una giornata ad alta tensione. Alle 18 a piazza Nuccitelli, nel cuore del quartiere romano del Pigneto, è prevista un’assemblea pubblica che è il viatico della manifestazione annunciata per il 18 aprile, sempre alle 18, inizialmente convocata a Trastevere e poi spostata a piazza dell’Immacolata, a San Lorenzo. I manifesti che coprono i muri dei quartieri più «rossi» della Capitale non lasciano spazio a interpretazioni: «Fuori Alfredo dal 41 bis. Quelle carceri sono prigioni di guerra». Insomma, la madre di tutte le battaglie è quella per l’anarchico pescarese detenuto in regime di carcere duro in virtù di una condanna a 23 anni per numerosi attentati, tra cui la gambizzazione del manager di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, e la bomba piazzata davanti alla scuola allievi carabinieri di Fossano, nel Cuneese. Entro il 4 maggio il ministro della Giustizia dovrà esprimersi sulla conferma o la revoca del 41 bis.

 

In questo scenario si inserisce la morte di Ardizzone e Mercogliano, i due anarchici investiti dall’esplosione di una bomba artigianale che stavano confezionando nel casale diroccato del Parco degli Acquedotti, a Capannelle, dove sono stati trovati senza vita.

Un gesto che ha proiettato «Sara e Sandro» nel Pantheon anarchico non solo italiano. Come rivelato da Il Tempo, un attentato incendiario avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 marzo è stato rivendicato in Grecia da una cellula anarchica dei Nuclei di Azione Diretta ispirata ai due «caduti in combattimento». Il Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone, questo il nome apparso nella rivendicazione, ha fatto esplodere una molotov davanti all’edificio dove abitano il preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e un agente della polizia antisommossa, nel quartiere ateniese di Zografou.

 

Ma il nome dell’anarchica romana trapiantata in Umbria e del compagno originario di Nola compaiono anche nella rivendicazione di un attacco incendiario contro la casa di alcuni poliziotti, sempre ad Atene. L’attentato è avvenuto il 10 marzo ma il comunicato che reclama la paternità dell’attacco è arrivato solo qualche giorno fa. Il gesto è dedicato a vari «martiri» greci e proprio ad Ardizzone e Mercogliano «compagni anarchici caduti in un’azione diretta».

Non solo. Il cileno Francisco Javier Solar Dominguez ha diffuso dal carcere uno scritto in ricordo dei due: «Per coloro che continuano a rischiare tutto». Un messaggio «per coloro per cui l’anarchia significa fare ciò che si dice. Per coloro che scommettono e si lanciano nella pratica della violenza rivoluzionaria. Per coloro che vibrano per la cospirazione e l’attacco», e naturalmente uno scritto «per Sara e Alessandro, che hanno condotto una vita di lotta e che l’anarchia non dimenticherà».

 

L’anarchico cileno condannato per numerosi attentati con ordigni e pacchi esplosivi - il più famoso è quello della bomba esplosa nella cattedrale del Pilar di Saragozza, in Spagna, nel 2013- poche settimane fa in un’intervista dal carcere pubblicata da Informativo Anarquista aveva lanciato un messaggio di vicinanza «ai prigionieri e alle prigioniere anarchici in Italia e in Grecia, sempre attivi».

Il mondo anarchico fatto di cellule autonome, i cosiddetti «gruppi di affinità» predicati dallo stesso Cospito nella Federazione Anarchica Informale, comunica e si ispira vicendevolmente da Atene a Roma, da Torino a Madrid. Le indagini sulla morte di Ardizzone e Mercogliano puntano a far luce su quanto forti siano questi legami e cosa sta accadendo sotto traccia.

 

Intanto gli anarchici gioiscono per una notizia insperata. Cospito tornerà a parlare in un aula di tribunale, a Bologna. La giudice Nicolina Polifroni ha accolto la richiesta delle difese di sei anarchici a processo per l’attentato a un ripetitore a Sasso Marconi e l’incursione in una chiesa a funzione in corso. Secondo l’accusa sarebbero azioni commesse a sostegno dello stesso Cospito, che all’epoca era in sciopero della fame contro il 41 bis. Il pescarese, chiamato a fornire elementi su questo aspetto, potrebbe essere sentito già il 18 maggio, probabilmente in videocollegamento. Molte le orecchie ansiose di ascoltare.

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