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Meloni alla Camera fra Referendum, Nato ed Europa

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Si è tenuta stamattina nella Camera dei Deputati l'informativa della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla presenza dell'intero esecutivo e dell'opposizione. Un confronto importante, che la premier ha sottolineato rivolgendo il proprio ringraziamento all'intero Parlamento. La premier è poi partita dal commento sull'esito del Referendum, ribadendo il rispetto del governo al "giudizio degli italiani" e sottolineando però la "occasione persa" per l'ammodernamento del paese, che non deve però far abbandonare il cantiere della riforma.

"La nostra coscienza è a posto, perché la riforma costituzionale della giustizia era uno degli impegni presi con gli italiani in campagna elettorale e lo abbiamo fatto una volta al governo - ha aggiunto - perché è questo il modo in cui concepiamo la politica: onorare il significato profondo della parola responsabilità". In una politica "che non ama rischiare", la premier rivendica fieramente di rappresentare positivamente "un'anomalia". E sulle modifiche della squadra di Governo l'indomani dell'esito al voto - animate dalle dimissioni di Bartolozzi, Delmastro e Santanché - Meloni ribadisce che "rimpasti, fase due, alchimie di palazzo" sono scenari di un "mondo distante anni luce". Per Chigi non c'è infatti "alcuna ripartenza da fare, posto che il Governo non si è mai fermato. E non servono nuove linee programmatiche, perché sono da sempre scritte nel programma di governo". Meloni esclude dunque le dimissioni, ribadendo l'impegno dell'Esecutivo a fare del suo meglio fino all'ultimo giorno del suo mandato: "Non scapperemo, non indietreggeremo, governeremo come fanno le persone serie". Di qui il ringraziamento a una "maggioranza solida e coesa" che ha lavorato "senza sosta per costruire risultati concreti".

Sul tavolo, anche il tema Esteri. In risposta a una presunta subalternità verso Trump, la presidente ha ricordato che "la collocazione internazionale dell'Italia non l'ha inventata questo Governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte" e che sia fondamentale "lavorare per tenere insieme le due sponde dell'Atlantico; lavorare per rafforzare la Nato, che rappresenta da un lato il luogo politico nel quale gli interessi di America e Europa trovano la loro composizione, e dall'altro uno strumento geostrategico e militare imprescindibile, in cui l'Europa deve assumersi le proprie responsabilità e costruire con coraggio il pilastro europeo dell'Alleanza, per garantire in primis la propria sicurezza". Questo senza escludere possibili divergenze - come accaduto per i Dazi, sulla Groenlandia o sulle frasi di Trump riguardo l'impegno Nato in Afghanistan e Iraq - perché "come è normale tra alleati, bisogna dire con chiarezza anche quando non si è d'accordo". Riguardo la situazione in Medio Oriente, resta ferma la condanna del Governo a "qualsiasi violazione del cessate il fuoco", mentre prosegue il monitoraggio della situazione a Hormuz in cui la priorità è quella del ripristino delle libertà di navigazione.

Per Meloni "la storia e l'Europa è chiamata a non fallire questo banco di prova" e per farlo bisogna "saper adeguare la sua strategia a un mondo che cambia alla velocità della luce, anteponendo il principio di realtà alle sovrastrutture burocratiche e ai dogmi ideologici". È in questa ottica che va visto l'impegno del Governo "a Bruxelles per il sostegno alla competitività, per la semplificazione burocratica, per una transizione verde che sia realistica e non ideologica, per una autonomia strategica bilanciata che riduca gradualmente le nostre dipendenze. E per una capacità di difesa che non ci faccia dipendere dai nostri alleati americani, come invece, evidentemente, propongono coloro che si scagliano contro maggiori investimenti sulla sicurezza". L'obiettivo è quindi quello di rendere l'Europa "più forte, più efficace, più rapida, più pragmatica e concentrata sui problemi dei cittadini e sulle sfide reali che il mondo intorno a noi pone". Proattività per non dover aspettare qualcosa dagli altri, ma per provare a occuparsi di sé stessi.

Non sono mancate comunque le critiche all'opposizione, che secondo la premier dovrebbe "dimostrare anche di essere in grado di rappresentare un'alternativa di governo" perché "così funziona e dovrebbe funzionare una moderna democrazia dell'alternanza". 

 

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