attivisti identificati

Bologna, altra violenza contro gli agenti: 6 feriti e 13 fermati. Pure Lepore li molla

Angela Barbieri

Sono 13 gli attivisti fermati e identificati dalla Polizia per gli scontri di sabato sera a Bologna in cui sono rimasti feriti cinque agenti del Reparto Mobile e un dirigente, con prognosi dai tre ai sette giorni. La loro posizione è al vaglio dell'autorità giudiziaria, ha reso noto la Questura. I disordini sono scoppiati nel quartiere periferico del Pilastro, teatro da giorni di una protesta contro il cantiere per un Museo dei Bambini che dovrà sorgere in un'area verde. Gli scontri, con lancio di oggetti contro le forze dell'ordine e lancio di lacrimogeni, sono avvenuti in tarda serata dopo che nel pomeriggio c'era stato un corteo pacifico contro il cantiere al parco Moneta Mitilini Stefanini.

 

 

"È necessario isolare i violenti, perché di violenza politica stiamo parlando", ha commentato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che ha espresso la sua "vicinanza agli agenti feriti" e ha ringraziato "le forze dell'ordine, il personale comunale e il personale delle aziende coinvolte in questi giorni, così come i tanti cittadini del Pilastro che stanno assistendo da giorni a ripetuti atti vandalici e violenze senza senso". "Occorre condannare e prendere le distanze", ha aggiunto, "da chi ancora una volta ha preso d'assalto il cantiere del museo dei bambini e delle bambine e la polizia al Pilastro, causando danni e feriti. Quando per manifestare il dissenso verso un'opera ci si copre il volto e si lanciano oggetti, non solo si passa dalla parte del torto, ma si commettono reati. Quando poi si espongono minorenni al rischio di scontri davvero si tocca il fondo e si producono danni ancora più gravi".

 

 

"La verità", ha aggiunto Lepore, "è che il Comune sta realizzando una struttura in legno grande come un campo da calcetto, un nuovo servizio pubblico che sarà rivolto alle famiglie della zona e di tutta la città. Il cantiere è partito dopo quattro anni di incontri. I contestatori invece parlano di cementificazione e mancanza di confronto, mistificando la realtà dei fatti. Tutto questo è grave e soprattutto falso".