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"Domenico se n'è andato". Il dolore della mamma: "Ora una fondazione per non dimenticarlo"

Ignazio Riccio
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“È finita… Domenico se n’è andato”. Le parole di Patrizia Mercolino si perdono tra i singhiozzi, mentre le lacrime le rigano il volto davanti all’ingresso dell’ospedale Monaldi. Non ci sono parole che possano contenere un dolore così grande: il suo piccolo, il suo Domenico, dopo settimane di lotta, ha perso la battaglia per la vita.

Ogni gesto quotidiano, ogni sorriso, ogni carezza ora sono diventati ricordi struggenti. Patrizia racconta di aver passato notti insonni accanto al letto del figlio, a parlare, cantare, accarezzare la sua testa, sperando in un miracolo che non è arrivato. “Non posso più stringerlo tra le braccia, non posso più sentire la sua voce”, dice con voce tremante. La perdita di un figlio è un dolore che non si misura, una ferita che non si rimargina: ogni angolo della casa, ogni oggetto, ogni giocattolo ricordano ciò che non tornerà.

 

 

Eppure, tra le lacrime, c’è un barlume di speranza: Patrizia vuole trasformare questa tragedia in qualcosa che possa aiutare altre famiglie. Annuncia di voler creare una fondazione in memoria di Domenico, per sostenere chi si trova ad affrontare le difficoltà legate a malattie gravi dei bambini. “Voglio che il suo nome resti vivo, che la sua breve vita possa servire agli altri”, dichiara, stringendo al petto un peluche che era sempre accanto al figlio. La fondazione diventerà il modo per dare un senso a un dolore immenso, per trasformare la sofferenza in azione concreta.

Chi l’ha incontrata racconta di una donna fragile e incredibilmente forte, capace di affrontare l’inimmaginabile e di trovare la forza per pensare agli altri, anche nel momento più buio. I giorni passati accanto a Domenico sono diventati un monito: vivere intensamente ogni momento, celebrare l’amore che unisce madre e figlio e lasciare che la memoria di quel piccolo cuore continui a battere nel mondo, attraverso gesti concreti di solidarietà.

 

 

Ogni ricordo è un pezzo di eternità. Patrizia parla del sorriso di Domenico, delle sue risate, dei piccoli traguardi quotidiani che avevano il sapore di vittorie immense. Ricorda le passeggiate, i giochi, i pomeriggi trascorsi a leggere libri e inventare storie. Tutto ora è silenzio, ma nel cuore di una madre ogni momento rimane vivido, eterno.

Il dolore è immenso, ma Patrizia non lo lascia solo per sé, lo trasforma in promessa. Una promessa che il nome di Domenico non sarà mai dimenticato, che la sua vita, seppur breve, possa lasciare un segno positivo e aiutare chi lotta contro le stesse difficoltà. E mentre il mondo osserva il suo strazio, una cosa è chiara: l’amore di una madre non si spegne mai. Anche quando la vita prende ciò che più amiamo, quell’amore resta, indistruttibile, come un faro nel buio.

A ribadire l’impegno concreto verso questo progetto è intervenuto l’avvocato Francesco Petruzzi, legale che segue Patrizia. “Una fondazione in nome di Domenico per tutti i bambini che non possono essere trapiantati e per aiutare tutte le vittime di malpractices e di colpa medica”, ha spiegato, annunciando che lunedì verrà costituito ufficialmente un comitato per la creazione della fondazione e un conto corrente dedicato. L’avvocato lancia anche un avvertimento. In queste ore circolano pagine e messaggi fraudolenti che chiedono bonifici in nome di Domenico. “Vi prego, non fate donazioni a chiunque: ci sono truffatori in azione. Chiederò aiuto alla polizia postale per tutelare chi vuole contribuire e per proteggere il nome di Domenico”, ha aggiunto Petruzzi.

Così, anche nel momento più doloroso, il ricordo di Domenico diventa custodia, promessa e tutela: la vita di un bambino che, pur breve, continuerà a illuminare e proteggere altre vite.

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