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Addio al piccolo Domenico, si aggrava la posizione degli indagati. E tornano i Nas

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Luigi Frasca
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"Domenico se n'è andato, è diventato un angioletto. Io farò un modo che non sia dimenticato". Patrizia Mercolino, la mamma del bimbo di due anni morto stamattina al Monaldi di Napoli, parlando con i giornalisti all'esterno dell'ospedale. "Faremo giustizia - rimarca la donna - io chiedo verità".  

 

Sul caso già l'11 febbraio la Procura di Napoli aveva aperto un'inchiesta sulla vicenda, arrivando a indagare sei persone per il reato di lesioni colpose. Secondo la ricostruzione, il cuore donato da un paziente di Bolzano sarebbe arrivato a Napoli ormai già danneggiato irrimediabilmente: per questo erano stati sospesi dal servizio due medici dell'equipe che ha effettuato il trapianto e la direttrice del reparto di cardiochirurgia e trapianti. Con il passare dei giorni però la situazione del piccolo di due anni e 3 mesi era parsa sempre più complicata, fino alla notizia definitiva: il bimbo non è più trapiantabile. L'ultimo parere è stato quello del Bambino Gesù di Roma: "Secondo l'ospedale Bambino Gesù non è più trapiantabile", aveva confermato il 14 febbraio ai media il legale della famiglia Francesco Petruzzi. Poche ore dopo, era emerso come l'organo lesionato, il cuore "bruciato", trapiantato al piccolo avrebbe viaggiato da Bolzano a Napoli in un contenitore di plastica "comune", a cui era stato applicato ghiaccio secco. Questo sarebbe emerso dai primi accertamenti eseguiti dai carabinieri del Nas, che lo avevano sequestrato nei giorni scorsi a Napoli. Secondo una prima ipotesi, però, il problema non sarebbe tanto l'utilizzo di un contenitore in plastica al posto di un box tecnologico, bensì l'applicazione di ghiaccio secco (che raggiunge temperature di -80 gradi) al posto del ghiaccio classico (-4 gradi). Le temperature nettamente più basse potrebbero aver causato lesioni al cuore. Gli stessi Nas avevano effettuato anche degli accertamenti all'ospedale San Maurizio di Bolzano.

 

E con il decesso di Domenico, rischia di aggravarsi anche la posizione dei sei sanitari indagati nell'inchiesta della Procura di Napoli che presto potrebbero portare a ulteriori avvisi di garanzia. Ora potrebbero essere chiamati a rispondere di omicidio colposo e non più lesioni colpose. Secondo quanto riporta il Corriere della sera i magistrati dovrebbero disporre il sequestro la salma del bambino e l'autopsia. I carabinieri del Nas di Napoli sono all'ospedale Monaldi con  il procuratore aggiunto Antonio Ricci. Ma l'inchiesta, come detto, riguarda anche l’operato delle équipe mediche presenti nell’ospedale San Maurizio di Bolzano. 

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