Treni sotto attacco, la pista anarchica dietro ai sabotaggi all'Alta Velocità
È la pista anarchico-insurrezionalista quella che, secondo quanto emerge dalle prime informative depositate dalla Digos, sta prendendo corpo nell'inchiesta sui sabotaggi alle linee dell'Alta Velocità avvenuti sabato scorso a Roma. Un primo rapporto è stato trasmesso ieri ai magistrati dell'antiterrorismo di piazzale Clodio. I reati ipotizzati sono attenti alla sicurezza dei trasporti e associazioni per delinquere con finalità di terrorismo. Intanto, nel pomeriggio di ieri l'argomento è stato al centro del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica riunito al Viminale e presieduto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Tra le misure analizzate figurano l'impiego di droni per il presidio delle aree più esposte, il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza anche attraverso l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, pattuglie congiunte FS Security–Forze dell'ordine e l'estensione delle recinzioni lungo le infrastrutture strategiche e la rete dell'Alta Velocità. Il Comitato ha inoltre deciso maggiori controlli sui treni e sull'intera rete ferroviaria, insieme al rafforzamento del programma «Stazioni Sicure» nei grandi scali e nelle aree a maggiore afflusso. Alla riunione hanno partecipato i vertici delle Forze di polizia, dei servizi di intelligence e di Ferrovie dello Stato Italiane. L'ipotesi investigativa indica come possibile area di riferimento quella dei circoli anarco-insurrezionalisti. Tra i movimenti nel mirino figurerebbero sigle come "Nemesi", "Il Rovescio" e "No 41 bis". Al momento non risultano rivendicazioni, ma per chi indaga la matrice dolorosa appare evidente. «Gli accadimenti di questi giorni sono particolarmente impattanti perché vengono scelti dei punti della rete e degli orari che evidentemente denotano un'expertise e una conoscenza del sistema per creare e arrecare il maggior disagio possibile e questo è avvenuto in determinati casi in maniera eclatante», ha detto all'Ansa l'amministratore delegato di Fs, Stefano Antonio Donnarumma.
L'informativa della Digos ricostruisce gli episodi ei possibili collegamenti. I sabotaggi si sono verificati sabato scorso sulla linea Av Roma-Napoli, fra Salone e Labico, e sulla Roma-Firenze, in zona Salaria. In entrambi i casi sono stati riscontrati cavi bruciati e danneggiamenti all'infrastruttura. La relazione finirà nel fascicolo del procedimento che i pm capitolini stanno formalizzando.Gli inquirenti, inoltre, non escludono un collegamento con quanto accaduto il 7 febbraio sulla linea ferroviaria all'altezza di Castel Maggiore, nel nodo di Bologna, dove fu rinvenuto un ordigno incendiario rimasto inesploso e furono tranciati cavi essenziali per la circolazione. Anche in quel caso si parlò di sabotaggio e la Procura valutò l'ipotesi terrorismo. Il parallelismo tra gli episodi (modalità operativa, obiettivi infrastrutturali, tempistica ravvicinata) è uno degli elementi su cui si concentra l'analisi investigativa. I sabotaggi, infatti, sono avvenuti a distanza ravvicinata e potrebbero avere come obiettivo le Olimpiadi Milano Cortina finite nel mirino del mondo antagonista che, nelle scorse settimane, hanno evocato sabotaggi e azioni contro infrastrutture strategiche. E nei giorni scorsi, sui siti d'area sono comparsi due post con la dichiarazione di quanto accaduto il 7 febbraio. Gli investigatori dell'Antiterrorismo ipotizzano la pubblicazione, nei prossimi giorni, anche della rivendicazione del sabotaggio avvenuto a Roma.
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