Vaticano, Leone XIV riceve i Prefetti italiani: "Garantire sicurezza e vigilare sull'AI"
Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza tutti i Prefetti della Repubblica italiana. L’incontro si è svolto nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico vaticano alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Nel suo discorso il pontefice ha sottolineato lo stretto legame tra Chiesa e prefettura civile ricordando che «proprio il vostro Patrono, Sant’Ambrogio di Milano, incarna un ottimo esempio della convergenza tra Stato e Chiesa: da prefetto di quella grande città, che fu capitale dell’impero, egli ne divenne vescovo a furor di popolo, come si usa dire. In seguito a questo rapido passaggio, Ambrogio esercitò in modo nuovo le sue pubbliche funzioni, ponendo a servizio del popolo l’autorità spirituale della quale era stato investito». Non solo, Leone ha anche ricordato ai presenti che in tempi ancor più lontani «sia i cittadini di Roma che i discepoli di Gesù erano organizzati in diocesi, ovvero in circoscrizioni al cui capo stavano ora i prefetti del pretorio, ora gli episkopoi, cioè i vescovi, coloro che osservano il popolo come buoni pastori». Proprio per questo motivo, Leone XIV ha evidenziato ai prefetti italiani che «tale parentela storica contrassegna tutt’oggi la vostra missione, volta a servire lo Stato garantendo l’ordine pubblico e la sicurezza di tutti i cittadini». Tuttavia, il passaggio più significativo del discorso pronunciato stamani dal pontefice è stato quello in cui ha sottolineato che «vigilando sulla concordia sociale, il Prefetto contribuisce a tutelare il presupposto irrinunciabile della libertà e dei diritti dei cittadini. Tutta la popolazione beneficia di questo servizio, soprattutto le fasce più deboli. Infatti – ha proseguito il Papa - quando lo spazio civico è libero da disordini, i poveri trovano più agevolmente accoglienza, gli anziani sperimentano maggiore tranquillità, migliorano i servizi destinati alle famiglie, ai malati e ai giovani, favorendo uno sguardo più fiducioso sul futuro». Per Leone XIV «l’ordine pubblico non concerne, solo la doverosa lotta alla criminalità o la prevenzione di dannosi tumulti; chiede anche un impegno tenace contro quelle forme di violenza, falsità e volgarità che feriscono l’organismo sociale». Prima di benedire i presenti e le loro famiglie il Papa ha voluto fare un’ultima raccomandazione ai prefetti italiani, invitandoli «specialmente in situazioni d’emergenza, davanti a calamità o pericoli» ad «esprimere al meglio i valori di solidarietà, coraggio e giustizia che onorano la Repubblica italiana». «Lo spessore etico del vostro servizio – ha concluso Leone - contraddistingue inoltre le sfide portate dalle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, oggi applicate anche nella pubblica amministrazione. Questi strumenti vanno attentamente governati non solo a tutela dei dati personali, ma a beneficio di tutti, senza requisizioni elitarie».
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