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I minori stranieri sono solo il 10% ma commettono la metà dei reati

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Francesca Totolo
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Alla fine del marzo 2025, come documentato dall’ultimo rapporto di Antigone, erano 597 i detenuti nelle carceri minorili italiane. Di questi, ben il 49,9 per cento erano stranieri, principalmente minori migranti non accompagnati provenienti dal Nordafrica. 

Interi quartieri delle città italiane sono tenuti in ostaggio da gang di minorenni e giovani adulti stranieri, tra rapine, accoltellamenti, furti, aggressioni e pestaggi. Sono quotidiani i casi di cronaca che raccontano questa emergenza. Questi branchi di violenti non solo attaccano coetanei per rapinarli di ogni bene, spesso armati di coltello, tirapugni e spray urticante, ma aggrediscono controllori e autisti dei mezzi pubblici, anziani e persone da loro considerate vulnerabili, facili prede. Il 16 gennaio scorso, all’interno dell’istituto Einaudi Chiodi di La Spezia, il 18enne marocchino Zouhair Atif ha ucciso a coltellate Abanoub Youssef, 19enne italo-egiziano di religione cristiano copta. La furia omicida era scattata per alcune foto della vittima in compagnia della ragazza che il marocchino frequentava.

 

Qualche giorno prima, un funzionario del ministero del Made in Italy era stato pestato a sangue da una banda di giovani stranieri fuori dalla stazione Termini di Roma. In seguito agli scontri scoppiati a Torino durante i cortei Pro Pal, otto nordafricani con cittadinanza italiana tra i 15 e i 20 anni erano stati fermati per aver preso parte alle guerriglie urbane armati di bastoni, pistole scacciacani e coltelli. Secondo gli inquirenti, gli stessi soggetti erano responsabili anche di diverse violente rapine ai danni di coetanei.

 

Branchi di giovani stranieri sono anche gli autori della cosiddetta «taharrush gamea», aggressioni sessuali di massa ai danni di giovani donne: i casi più eclatanti sono avvenuti in piazza Duomo a Milano nelle notti di Capodanno del 2022 e del 2025 e durante il concertone del Primo Maggio a Roma dello scorso anno. Nel luglio scorso, all’interno degli ex alloggi di servizio dell’aeroporto Allegri di Padova, tre giovani nordafricani avevano prima minacciato con un coltello e poi stuprato una ragazza, davanti agli occhi del fidanzato. Uno dei tre aggressori, un 19enne tunisino a capo del branco, aveva già una lunga lista di reati, iniziata da minorenne, e di condanne per rapina e ricettazione. Nel febbraio del 2025, era stato trasferito nel Centro di permanenza per i rimpatri di Gradisca d'Isonzo, dove un mese dopo era riuscito a scappare, rendendosi irreperibile. Nel gennaio del 2024, nei giardini comunali di Villa Bellini di Catania, una ragazzina di 13 anni venne violentata da un brando di sette egiziani, sbarcati in Italia e ospiti di centri d’accoglienza per minori migranti non accompagnati.

Tali fatti di cronaca si rispecchiano poi nelle statistiche del Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale. In Italia, ci sono 2,3 milioni di giovani tra i 14 e i 17 anni. Di questi, il 10 per cento è straniero. Una premessa è doverosa: i dati che seguiranno non tengono conto dell’origine dei soggetti arrestati e denunciati ma della loro cittadinanza. Negli ultimi vent’anni, più di 2 milione di stranieri ha acquisito la cittadinanza italiana con una elevata percentuale di minorenni e di giovani adulti.

Nel 2024, su 438 minori denunciati e/o arrestati per il reato di violenza sessuale, 221 erano stranieri, ben il 50,5 per cento. La situazione è simile per quanto concerne tutti i delitti contro la persona. Gli stranieri sono responsabili del 51,6 per cento delle percosse, del 50,4 per cento delle lesioni dolose e del 55,6 per cento dei sequestri di persona. Dei 25 omicidi volontari commessi da under 17, gli inquirenti hanno individuato 10 stranieri come autori, così come nel 47,3 per cento dei tentati omicidi.

Per quanto riguarda i reati predatori, i minorenni stranieri sono stati arrestati e/o denunciati nel 59,4 per cento dei furti, nel 59,8 per cento delle rapine e nel 41,7 per cento delle estorsioni. 

 

Le statistiche riguardanti i detenuti stranieri minorenni e le segnalazioni di reato sono fondamentali per prevedere le future problematicità sulla sicurezza in Italia. In un futuro prossimo, se questi trend verranno confermati, come già sta succedendo in altri Paesi europei, la stragrande maggioranza dei reati saranno commessi da soggetti di origine straniera. «È un fenomeno senza fine a cui rispondiamo con fatica e comincio a essere preoccupato», aveva dichiarato il procuratore capo Federico Frezza dopo le risse con accoltellamenti tra stranieri, anche minorenni, che avevano insanguinato Trieste, mettendo poi nero su bianco la «cultura del coltello» di certe etnie. 
 

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