Glovo, scatta l'intervento dei pm: "Rider sfruttati". Ecco la paga per una consegna
I pm di Milano hanno disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo. Secondo gli accertamenti, ai rider, 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe "sotto la soglia di povertà" e ci sarebbero dunque gli estremi per uno sfruttamento del lavoro.
Il gruppo carabinieri tutela del lavoro, su delega del pm di Milano Paolo Storari, ha eseguito il decreto di controllo giudiziario nell'ambito di un'indagine per caporalato. In particolare, "del campione retributivo analizzato risultano sottosoglia di povertà il 75% dei ciclofattorini con uno scostamento medio di circa 5.000 euro annui lordi, mentre rispetto ai contratti collettivi nazionali di lavoro di riferimento sono risultati sottopagati l'87,5% del campione con scostamenti massimi anche fino a 12.000 euro annui", riferiscono i militari dell'Arma. "Gli accertamenti compiuti - sottolinea il pm nel decreto - danno atto di una situazione di vero e proprio sfruttamento lavorativo, perpetrato da anni ai danni di numerosissimi lavoratori, che percepiscono retribuzioni 'sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato perpetrato' e in palese difformità da quanto stabilito dalla contrattazione collettiva (art. 36 Cost. e 603 bis c.p.), situazione di illegalità che è indispensabile far cessare al più presto, considerando anche che coinvolge un numero rilevante di lavoratori che vivono con retribuzioni sotto la soglia di povertà. Rilevato - afferma ancora il pm - che si versa in situazione di urgenza, atteso che la situazione di sfruttamento dello stato di bisogno è in atto (e deve al più presto essere interrotta)".
Intanto la Procura di Milano ha affidato al commercialista Andrea Adriano Romanò, nominato come amministratore giudiziario di Foodinho srl nel decreto di controllo giudiziario per caporalato sulla multinazionale del food delivery disposto d'urgenza dal pubblico ministero Paolo Storari ed eseguito dal Nucleo ispettorato lavoro dei carabinieri di Milano che hanno svolto le indagini, di procedere alla "regolarizzazione" di 40mila "lavoratori" e controllare il "rispetto delle norme e delle condizioni lavorative" dei rider di Glovo. All'amministratore giudiziario è stato conferito il compito di stabilizzare tutti i rider che, all'avvio dell'inchiesta, "prestavano la propria attività lavorativa" per Foodinho, indicati nel capo d'imputazione come 2mila nella città di Milano e 40mila in tutta Italia. Inoltre il professionista dovrà adottare per la società "assetti organizzativi", anche in "difformità" da quelli proposti "dall'imprenditore", per "impedire" che i "fenomeni" di caporalato descritti in 54 pagine di provvedimento possano "ripetersi" in futuro.
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