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Torino, Simionato si difende dopo l'arresto. Ecco perché va ai domiciliari: i motivi

Foto: Ansa

Tommaso Manni
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«Procedevo nella folla, stavo scappando e più volte ho visto un celerino dietro di me; mi sono girato, ho visto il poliziotto a terra; ho visto le persone che erano su di lui e mi sono allontanato. Non ho spinto nessuno». È la dichiarazione spontanea resa durante l'udienza di convalida dell'arresto da Angelofrancesco Simionato, il 22enne di Grosseto coinvolto nell'aggressione all'agente di polizia Alessandro Calista, avvenuta sabato scorso durante la manifestazione per il centro sociale Askatasuna.

 

 

La gip di Torino Irene Giani ha disposto per il giovane gli arresti domiciliari. La decisione – scrive la giudice – è conseguenza della «giovanissima età dell'indagato e il suo stato di incensuratezza, nonché considerato che il pericolo di reiterazione pare collegato a filo diretto con la possibilità di partecipare ad altri eventi collettivi della medesima natura, in concreto impedita dall'applicazione della predetta misura». E ancora, precisa la gip, «il Simionato non risulta legato a gruppi organizzati violenti o antagonisti, né è mai emerso quale autore di atti della medesima indole nel corso di precedenti manifestazioni o cortei; il medesimo, a differenza dei soggetti che con azione preordinata avviavano gli scontri, non era travisato, non era in possesso di strumenti di protezione (quali scudi o caschi), dimostrando anzi una certa ingenuità operativa, come attestato dalla scelta di indossare indumenti sgargianti, che con facilità ne consentivano l'immediato riconoscimento». Simionato sconterà i domiciliari nell'abitazione dei genitori ad Arcidosso, in provincia di Grosseto.

 

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