Garlasco, tra i rifiuti di casa Poggi spunta un capello: inizia la caccia di un dna
Un nuovo elemento potrebbe riscrivere il caso del delitto di Garlasco. Durante una recente fase dell’incidente probatorio sull'omicidio di Chiara Poggi, è stato individuato un capello di circa tre centimetri all’interno del sacco azzurro della spazzatura della casa di via Pascoli a Garlasco. Nella prima bozza del verbale, redatta a mano, il reperto non compare: è stato aggiunto soltanto dopo un’attenta osservazione ad occhio nudo per accertarne la natura. Non era attaccato a involucri di alimenti o altri oggetti domestici, ma isolato tra i rifiuti. E così, dopo i primi esami visivi, è emersa l’ipotesi che si tratti di un capello umano. Ora il reperto, riferisce Repubblica, è nelle mani degli esperti nominati dal gip di Pavia, Daniela Garlaschelli: Denise Albani e Domenico Marchigiani cercheranno di estrarne un profilo di DNA nucleare. Se riusciranno a ricavare un’identità genetica, il capello potrebbe diventare un tassello importante tra le nuove prove biologiche raccolte a 18 anni dal delitto.
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Le analisi si inseriscono in un contesto di accertamenti più ampio, che include i confronti genetici tra le tracce rinvenute sotto le unghie della vittima, i tamponi prelevati ad Andrea Sempio – amico del fratello di Chiara – e il cosiddetto “Ignoto 2”, una traccia biologica trovata sull’anulare sinistro della giovane.
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Un altro fronte investigativo si concentra sul telefono fisso della casa, colpito da schizzi di sangue: gli inquirenti ipotizzano che Chiara abbia tentato di usarlo nei suoi ultimi istanti. I Ris di Roma, guidati dal colonnello Giancarlo Iuliano, hanno recentemente attribuito ad Andrea Sempio un’impronta palmare trovata sul muro delle scale. Nella stessa consulenza si fa riferimento anche a un’impronta digitale rinvenuta sul telefono dai Ris di Parma, ma mai inclusa ufficialmente nelle loro relazioni. A distanza di quasi due decenni, il caso Poggi potrebbe riservare ancora sorprese.
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