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West Nile Virus, secondo morto in Italia: allarme in tutto il Paese

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Secondo morto in Italia per il West Nile Virus: si tratta di un anziano della provincia di Mantova, deceduto in ospedale, a Mantova, sabato scorso. La seconda vittima della stagione per il virus della febbre del Nilo, trasmesso dalla puntura di zanzara, segue il primo decesso, avvenuto a fine luglio, sempre in Lombardia, a Cremona. Intanto il numero di casi di West Nile nell’uomo è cresciuto nell’ultima settimana, passando da 6 a 25, come riportato dal bollettino dell’Istituto superiore di Sanità, che era stato aggiornato il 3 agosto, dunque prima della morte avvenuta a Mantova. 

 

 

Nel frattempo è stato registrato il primo caso umano di contagio del virus della West Nile in provincia di Oristano. Un uomo di 72 anni di Siamanna è stato ricoverato all’ospedale San Martino di Oristano e poi trasferito nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Sassari. «La situazione è sotto controllo», ha detto Maria Valentina Marras, direttrice del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della Asl 5, «le condizioni del settantaduenne di Siamanna sono mediocri ed è monitorato costantemente da tutta l’equipe del reparto dell’ospedale sassarese». L’uomo di Siamanna, con febbre alta, è stato ricoverato all’ospedale di Oristano. Da subito la diagnosi è stata quella della Febbre del Nilo, conferma poi arrivata dagli esami effettuati nel laboratorio dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari. Subito dopo il paziente è stato trasferito nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Sassari. Nel mese di luglio erano risultati positivi alla Febbre del Nilo un gruppo di zanzare catturate da una trappola a Torregrande e due cornacchie, abbattute da un cacciatore nello stesso punto nel territorio di Solarussa. Lo scorso anno otto casi di contagio umano di West Nile nell’oristanese, quattro dei quali hanno riguardato persone poi decedute. 

 

 

Il virus West Nile, trasmissibile dagli uccelli infetti all’uomo o ad altri animali attraverso la puntura di zanzara, nell’80 per cento dei casi da luogo a forme asintomatiche, nel 20 per cento causa sintomi simili a quelli influenzali (febbre, mal di testa, nausea e vomito) e in una percentuale inferiore all’1 per cento provoca encefaliti o meningoencefaliti. La dottoressa Marras ha ricordato ai cittadini le precauzioni da attuare per evitare il contagio del virus: «È importante che in particolare anziani e fragili si proteggano adottando una serie di precauzioni In primo luogo occorre evitare i ristagni d’acqua, dove proliferano le larve di zanzara. Per questo è necessario svuotare di frequente sottovasi di fiori, secchi, copertoni, barili; cambiare spesso l’acqua delle ciotole per animali; tenere le piscine per bambini vuote o coprirle quando non sono usate; trattare con prodotti larvicidi tombini e pozzetti di sgrondo delle acque piovane, zone di scolo e ristagno; verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite; coprire le cisterne e i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere. Per difendersi dalle punture è poi consigliato schermare porte e finestre con zanzariere, utilizzare repellenti cutanei per allontanare gli insetti, evitare di sostare in zone in cui sono presenti laghetti artificiali e ristagni d’acqua, come giardini e parchi, in particolare all’imbrunire e di notte, quando le zanzare sono più attive».

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