La proposta italiana di istituire una Zona economia speciale (Zes) per il Sud Italia, di cui potrebbero fare parte Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria, Sicilia e Sardegna, è stata accolta "positivamente" dalla vicepresidente della Commissione europea Margrethe Vestager. La conferma è arrivata al termine dell'incontro di oggi a Bruxelles con il ministro agli Affari europei Raffaele Fitto, che si dice «molto soddisfatto».
Quella della nuova Zes è una proposta che, unificandole, supera le attuali otto Zone economiche speciali già previste nel Mezzogiorno italiano. La proposta mira infatti a estendere a tutto il Sud le misure di semplificazione e accelerazione delle procedure approvative e autorizzative e di sostegno alle imprese. Sul piano operativo, si estende a tutto il Mezzogiorno l’autorizzazione unica per l’avvio delle attività produttive e la riduzione di un terzo dei termini di conclusione dei procedimenti.
"Molto bene la luce verde della Commissione europea alla creazione di una Zes unica per le Regioni del sud - commenta il premier Giorgia Meloni, che aggiunge - Lo sviluppo dell'economia del Mezzogiorno è una priorità del nostro Governo. Siamo però convinti che questo obiettivo debba essere raggiunto abbandonando la logica assistenziale che non funziona, ma dando opportunità di lavoro e crescita e rendendo queste aree del Paese competitive e attrattive per investimenti e imprese. La Zes unica va esattamente in questa direzione".
Nel vertice di Bruxelles è stato anche avviato il confronto con la Commissione europea sulla misura "Decontribuzione Sud" in scadenza il 31 dicembre. "Un intervento - spiega Meloni - che il Governo aveva già prorogato e che si è dimostrato molto efficace". L'esecutivo italiano intende renderla una misura permanente al fine di sostenere l’occupazione nel Mezzogiorno, in particolare per le donne e i giovani. Su questo, a quanto si apprende, la vicepresidente Vestager ha espresso la piena disponibilità della Commissione ad aprire un dialogo con il Governo. "Si cercherà di rendere strutturale - aggiunge il ministro Fitto - dando così certezza normativa e temporale a imprese e lavoratori".
