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Emanuela Orlandi, il fratello Pietro furioso con Mentana: "Che carognata"

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La rivelazione della pista che porta allo zio Mario Maneguzzi nel caso della scomparsa di Emanuela Orlandi ha provocato la reazione sdegnata dei familiari, il fratello Pietro e la sorella Natalina, protagonisti di una conferenza stampa a Roma all’Associazione della Stampa Estera. La presunta svolta è stata annunciata da un servizio del Tg La7 di Enrico Mentana, lunedì 10 luglio, e riporta a tre mesi dopo la scomparsa di Emanuela, quando, in modo segreto, Il Segretario di Stato Vaticano Agostino Casaroli scrive un messaggio per posta diplomatica a un sacerdote sudamericano inviato in Colombia da Giovanni Paolo II, e dal carteggio emerge che in passato la sorella maggiore di Emanuela, Natalina, ha rivelato di essere stata molestata sessualmente dallo zio Mario. 

 

"Quando ho visto ieri Mentana con occhi gioiosi raccontare questa cosa ho pensato per prima cosa ’che carognata..’, perché ho visto il modo di scaricare sulla famiglia qualunque responsabilità che eventualmente ci fosse in Vaticano. Su cosa si sono basati? Sulla lettera di un sacerdote che riportava quanto saputo durante il sacramento della confessione?", ha detto Pietro Orlandi durante la conferenza stampa con l’altra sorella Natalina e con l’avvocato della famiglia, Laura Sgrò. "Mi aspetto dichiarazioni da parte della procura di Roma - ha chiesto con forza Orlandi -, diversamente significherebbe dire che il Vaticano sta cercando di scaricare ogni responsabilità su altri, addirittura sulla stessa famiglia Orlandi". 

 

Nel corso della conferenza stampa emerge che Natalina nel '78 subì delle avance verbali: "Non giudico bene quello che fece mio zio e lo rivelai al mio fidanzato e mio zio non fece più nulla. E poi cosa c’entra con la sparizione di Emanuela avvenuta 5 anni dopo?", ha detto laa sorella di Emanuela, "Dopo le avances verbali che mi fece, mio zio è tornato sui suoi passi ed è finita lì. Noi escludiamo che nostro zio abbia fatto avances anche a Emanuela". La pista inoltre era stata già battuta ed esclusa: "Mio zio era fuori nel giorno in cui scomparve Emanuela. La prima cosa che fece mio padre è stato chiamarlo. Hanno fatto un’indagine, chiamate i figli. Io posso confermare che loro erano fuori", affermano Pietro e Natalina.

"Qualcuno in Vaticano sta facendo di tutto per spostare l’attenzione all’esterno, per scaricare qualunque responsabilità su altri, addirittura sulla famiglia. Diddi (il promotore di giustizia vaticano, ndr) sta lavorando per arrivare a una verità di comodo, non alla verità", è l'attacco durissimo di Pietro Orlandi. 

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