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In Onda, il filosofo Galimberti vuole più armi per l'Ucraina: Putin come Hitler, con lui non si tratta

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C'è una grande differenza tra le guerre del passato e quella in Ucraina: ora ci sono le immagini e non è possibile piegare la realtà alla propria convenienza o nascondere i crimini. Di questo si ragiona domenica 15 maggio a In Onda, il programma condotto da Concita De Gregorio e David Parenzo su La7. Il filosofo Umberto Galimberti ammette che "noi siamo informati perché abbiamo le immagini e i cellulari, ma questo è vero solo per noi perché il popolo russo non è informato". 

 

Il filosofo giustifica il popolo russo perché non ha mai sperimentato la democrazia, afferma lo studioso. Prima gli Zar, poi l'Unione sovietica, i russi hanno avuto un "briciolo di democrazia solo con Gorbaciov" e quindi "sono i colpevoli fino a un certo punto". Per il filosofo noi abbiamo impiegato duemila anni per diventare una democrazia, ma oggi non c'è questo tempo perché gli ucraini sono sotto il fuoco russo. "Quando sento dire che non bisogna umiliare" il presidente russo Vladimir Putin "dico: provate a immaginare se gli americani avessero detto di non umiliare Adolf Hitler. Ma stiamo scherzando?", dice Galimberti. 

 

Per lo studioso Putin si comporta la stessa maniera di Hitler, sono entrambi "uomini che usano la forza per esprimere i loro desideri", che per il presidente russo sono "quelli di distruggere l'Ucraina". Uno come Putin non si siederà "mai al tavolo", allo stesso modo per cui Hitler non avrebbe mai trattato con Churchill dopo due o tre anni di guerra, e viceversa. I dittatori "capiscono solo la sconfitta e la vittoria sul terreno" riassume Galimberti che esorta l'Occidente a continuare a inviare armi a Kiev per difendersi dall'invasore. Allo stesso modo, non è possibile vedere Putin al tavolo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: "Non si può trattare con un dittatore per la sua stessa psicologia", riassume il filosofo. 

 

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