sanzioni ad hoc

Basta armi all'Ucraina o sarà una strage di bambini, Alessandro Orsini e la proposta per fermare Putin e la guerra

Se continuiamo a dare armi all'Ucraina la situazione sarà ancora più fuori controllo. E per fermare la spirale della guerra con la Russia che continua a martellare le città ucraine e colpisce pericolosamente al confine con i Paesi Nato, l'arma delle sanzioni così come le abbiamo viste finora non basta. Su questi due aspetti del conflitto e della drammatica situazione geopolitica è tornato a parlare Alessandro Orsini, direttore e fondatore dell'Osservatorio sulla Sicurezza internazionale.

 

L'Occidente ritiene che lo strumento principale contro il presidente russo Vladimir Putin siano le sanzioni, "che però non stanno funzionando" scrive il docente sul Fatto quotidiano lanciando una proposta: "Vincolare l'inasprimento delle sanzioni al numero di bambini uccisi da Putin, piuttosto che all'andamento complessivo della guerra russa. Per ogni bambino ucciso, nuove sanzioni" è l'idea di Orsini.

 

La proposta muove dall'analisi di quanto sta avvenendo in un altro teatro caldo di questi anni, lo Yemen, e dal modo in cui l'Onu ha utilizzato le sanzioni per ridurre i morti tra i bambini yemeniti. "All'inizio della campagna militare in Yemen (2015), i piloti sauditi sganciavano bombe all'impazzata, che colpivano un gran numero di obiettivi civili. Dopo essere stata inserita nella lista nera dell'Onu per il numero di bambini uccisi, l'Arabia Saudita istituì il Joint Incidents Assessment Team (Jlat), un organismo che ha il compito di investigare sugli incidenti e sulle accuse di violazioni del diritto internazionale da parte della coalizione saudita stessa", spiega il professore. Il risultato è che i piloti sauditi sono stati costretti a lanciare i loro missili in modo più preciso e limitando le morti civili, e questo ha prodotto "un'attenuazione complessiva delle devastazioni".

Ora dobbiamo pensare a "salvare i bambini ucraini e i civili in generale" incalza Orsini, ed è "più che mai necessario dopo la decisione dell'Unione Europea di fornire all'Ucraina armi sempre più letali". L'invio di materiale bellico a Kiev è destinato infatti a provocare "una crescita delle morti tra i civili" perché "i soldati di Putin troveranno più difficile distinguere i civili dai militari", spiega l'esperto. SI innalzerà così il numero di bambini uccisi e "dopo avere fatto strage di bambini, Putin potrà attribuire l'uccisione dei civili al blocco occidentale, affermando che i suoi soldati non riescono più a distinguere le caserme dai teatri perché i combattenti sono dappertutto".

 

Orsini poi sottolinea come un inasprimento dei combattimenti provocherà in ogni caso più vittime civili e tra i bambini, ma anche i rischi di una terza guerra mondiale per la crescita, plausibile, "delle probabilità che la guerra si internazionalizzi, coinvolgendo i Paesi della Nato" perché Putin potrebbe decidere di colpite i Paesi che fanno transitare le armi destinate agli ucraini.

L'esperto di geopolitica punta il dito contro i parlamenti dei paesi europei come l'Italia che non informano i cittadini "sulle conseguenze che l'invio delle armi potrebbe avere nel futuro".