il caso moderna

Agli anziani italiani più vaccino del necessario, Report svela il pasticcio Aifa sulla terza dose Moderna

La casa farmaceutica Moderna ha scoperto che terza dose del suo vaccino deve essere inferiore a quelle precedenti. Questo per mantenere un'alta efficacia nella protezione contro il Covid-19 e al contempo minimizzare gli effetti collaterali e risparmiare dosi. Ma per due settimane agli anziani italiani è statat somministrato un booster di quantità doppia rispetto alle raccomandazioni. 

 

Il pasticciaccio del vaccino Moderna è stato svelato lunedì 1 novembnre da Report. La trasmissione di Rai 3 condotta da Sigfrido Ranucci ha scoperto nella campagna vaccinale un cortocircuito, a cavallo tra fine settembre e inizio ottobre, tra Aifa e ministero della Salute. Per quasi due settimane gli anziani che hanno preso il booster Moderna hanno ricevuto una quantità di vaccino doppia.

 

Moderna, infatti, tra i vaccini è quello che ha il dosaggio più forte per questo ha proposto ad Ema e Fda di consigliare la mezza dose a eccezione degli immunodepressi. Pochi giorni dopo, però, l'Aifa invece ha dato l'ok alla somministrazione intera anche per gli ospiti delle Rsa e over 80, Il risultato? Gli anziani hanno ricevuto il doppio della dose. I fatti risalgono a settembre 2021 e le vaccinazioni con dosaggio superiore al necessario sono durate per ben due settimane. Parliamo di 30-40mila pazienti tra ospiti delle Rsa e cittadini con più di 80 anni di età. 

 

Cento microgrammi invece di cinquanta. Il pasticcio completo arriva, dopo il parere dell'Aifa, con l'ufficialità del ministero dell'Interno che dà il via alla dose booster di Pfizer e Moderna. L'8 ottobre il ministero si accorge dell'errore e stoppa Moderna per i booster. Il 25 ottobre arriva l'Ema a mettere la parola fine sulla vicenda confermando che la terza dose di Moderna deve essere metà di quella standard.