Elezioni, il caso delle schede anti-frode: perché solo alle suppletive? Il dettaglio inquietante nella circolare
Attenzione alla circolare sulle prossime elezioni amministrative e suppletive del 3-4 ottobre 2021 di ottobre, dove valgono le vecchie precauzioni sul Covid. Ma c'è un particolare inquietante. Per votare sindaco, consiglio comunale e municipi gli elettori prendono la scheda e personalmente la inseriscono nell'urna. Per le politiche suppletive che ad esempio a Roma ci saranno nel collegio di Primavalle e a Siena vedono correre Enrico Letta, no.
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Perché? Lo dice la circolare che la Prefettura di Roma ha inviato ai comuni interessati dal voto: "Tenuto conto delle caratteristiche antifrode delle relative schede di voto, le stesse dovranno continuare ad essere invece consegnate al presidente di seggio o a uno scrutatore da lui delegato". Bella ammissione, non c'è che dire: per le politiche nazionali c'è una scheda anti-frode, per eleggere il sindaco di Roma di Torino, Milano o Napoli si deduce dalla circolare che con quella scheda chiunque potrebbe frodare. Quindi meglio deporla personalmente nell'urna lontano da mani truffaldine.
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Ma cosa costava garantire il voto pulito a qualsiasi livello e fornire a tutti gli elettori schede anti-frode?
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