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Vaccino, Nicola Zingaretti si ribella a Mario Draghi su AstraZeneca. Caos sulla seconda dose vietata

Antonio Sbraga
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Ormai è diventato il «richiamo» della foresta. Per la somministrazione della seconda dose di AstraZeneca agli under-60, infatti, sta montando un effetto-giungla sulle regole: ora nella Regione Lazio solo chi conferma il richiamo col vaccino anglo-svedese può anticipare l’appuntamento ed ottenere così prima l’agognato Green Pass per partire in vacanza. Questo l’escamotage escogitato come in una sorta di televendita last-minute che stanno ricevendo migliaia di under-60. Ma l’offerta «AstraZingaretti» ribalta le indicazioni impartite il 18 giugno scorso dal Governo Draghi, che punta invece in prima battuta all'utilizzo «dell'eterologa per le persone sotto i 60 anni che hanno usato il vaccino di AstraZeneca in prima dose», lasciando solo in subordine «aperta la possibilità, per chi lo richiede, sulla base di un consenso medico, di poter anche utilizzare la seconda dose sotto i 60 anni del vaccino AstraZeneca». Un’alternativa non specificata nei messaggi inviati dalla Regione: «il suo appuntamento per la seconda somministrazione con vaccino AstraZweneca può essere anticipato, se lo desidera, fino al 56 giorno dalla prima somministrazione, sempre con vaccino AstraZeneca. Per confermare risponda «VACC1001» da questo cellulare entro e non oltre 24h dalla ricezione del presente messaggio. Nel caso di conferma riceverà un sms con il nuovo appuntamento entro pochi giorni. In caso di non risposta rimarrà valido l'appuntamento in essere». Che, secondo le indicazioni del Governo, deve essere fatto con i vaccini Pfizer o Moderna alle persone sotto i 60 anni. 

 

 

Ma la Regione Lazio dice di essere in linea con quanto indicato dal Governo: «È in corso l’invio degli sms per le anticipazioni del vaccino AstraZeneca rivolto alla fascia d’età Under 60: chi lo desidera può anticipare la seconda dose secondo le indicazioni ministeriali- assicura l’Unità di crisi regionale- È stata ampliata a 48 ore la possibilità di dare conferma dell’anticipo della vaccinazione. In 8mila hanno già confermato l’anticipazione della seconda dose al 56esimo giorno dalla prima dose». 

 

 

Nel nuovo report settimanale del commissario straordinario per l’emergenza-Covid emerge però un problema-vaccini nel Lazio che riguarda ben 233.667 persone. A partire dalle strutture sanitarie, dove un operatore su 5 non ha ancora portato a termine il ciclo vaccinale. Al 19,51% della «popolazione del personale sanitario» del Lazio, infatti, non risulta essere stata somministrata la seconda dose: si tratta di 39.154 sanitari. La Regione è maglia nera, col peggior dato sui vaccinati (su 200.686 in organico solo 161.352, pari all’80,49%), quasi 9 punti sotto la media nazionale (89,02%). Ma anche tra la «popolazione del personale scolastico» un operatore su 4 non ha portato a termine il ciclo vaccinale (solo il 75,32%) e ce ne sono anche 2.324 ancora «in attesa di prima dose» (l’1,93%). La seconda, invece, non risulta essere stata somministrata a 29.783 operatori. E se la variante Delta preoccupa per i non vaccinati più anziani, nel Lazio continuano ad esserci ben 164.730 anziani ancora «in attesa della prima dose». Si tratta di 17.226 over-80 (4,18%), 50.094 over-70 (9,08%), 96.839 over-60 (13,68%) e 571 ospiti nelle Rsa (il 2,24%, 6 volte superiore alla media nazionale dello 0.37%).

 

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