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Ddl Zan, ora Fedez se la prende pure col Vaticano: "Non paga le tasse e accusa l'Italia"

Giorgia Peretti
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Fedez torna all’attacco con il DDL Zan. Il rapper milanese questa volta si scaglia contro il Vaticano, parlando ai suoi followers attraverso le stories di Instagram. Recentemente la Chiesa Cattolica ha chiesto formalmente al governo italiano di modificare il disegno di legge contro l’omotransfobia, perché secondo la Segreteria di Stato violerebbe “l’accordo di revisione del Concordato”. Non si è fatta attendere la risposta del marito di Chiara Ferragni che ha replicato alla notizia ripescando le questioni più controverse che riguardano la Santa Sede, dall’IMU alla pedofilia. Il paladino dei diritti Lgbtq+, dopo l’intervento sul palco del Concertone del Primo Maggio a favore del disegno di legge proposto da Alessandro Zan, interviene così: “Se non avete letto l’ultima di oggi, ve la riassumo io. Il Vaticano ha detto all’Italia che se convalidate il DDL Zan state violando il Concordato. Ma chi ca**o ha concordato il concordato? Ma non avevamo concordato, amici del Vaticano, che ci davate delle tasse arretrate sugli immobili? Stimati dall’Unione Europea in cinque miliardi? Magari dateci quei soldi che facciamo ripartire il paese, e poi venite a rompere le palline sulle leggi italiane. No?”.

 

 

Secondo Fedez, la Chiesa non pagherebbe la tassa sugli immobili perché “non sa quantificare gli immobili avendone troppi”. Poi il cantante continua la sua invettiva ricordando la laicità dell’Italia, rilanciando l’accusa sulla piaga della pedofilia: “Siamo uno Stato laico, so che non vi piace sentirvelo dire ma siamo uno stato laico. Poi fatemi capire, voi potete metter il becco sulle leggi italiane, ma quando in Italia viene sgamato uno di quei preti pedofiilini, che gli piace toccare i bambini, mi spiegate perché non viene processato dalla giustizia italiana ma viene processato in Vaticano? Questo lo avevate concordato? Non lo so”. Il delicato dibattito si è spostato sui social dove gli hashtag #Vaticano e #ddlZan sono in cima ai trend topic del social. Molti i tweet critici nei confronti della nota emessa dalla Santa Sede firmata da monsignor Paul Richard Gallagher, segretario del Vaticano per i rapporti con gli stati.

 

 

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