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Regione Lazio, un "regalo" da 13 milioni. La verità sullo scandalo mascherine

Francesco Storace

Con le mascherine rimaste dovranno nascondersi i responsabili della regione Lazio che hanno poltrito sull’affare più ridicolo del secolo. Sedici milioni buttati, meno di due rientrati nella cassa della regione. È l’amara realtà finalmente emersa ufficialmente ieri alla Pisana dalle parole dell’assessore al bilancio Alessandra Sartore, chiamata a rispondere all’interrogazione del capogruppo della Lega, Angelo Tripodi.

 

Soldi dei cittadini buttati al vento. Uno scandalo autentico che ha prodotto un buco milionario nelle casse della Regione Lazio. Secondo la ricostruzione di Tripodi, «la Regione ha versato alla Ecotech 16.655.600 euro di anticipi per tre commesse del valore totale di quasi 36 milioni di euro. Ecotech ha consegnato in ritardo solo 2 milioni di mascherine chirurgiche mentre le FFP2 e le FFP3 non sono mai arrivate. La Ecotech ha restituito solo 1 milione e 746mila euro. Mancano 13.494.400 euro». 

 

Le polizze erano una presa in giro e a 11 mesi dalle commesse la Regione non ha nulla in mano. Anche perché da maggio dello scorso anno la situazione non è affatto cambiata. Scriveva allora l’ente di Nicola Zingaretti: «In data 11 maggio con due distinti bonifici, rispettivamente della Exor Sa e della Ecotech Srl, la Regione Lazio ha ricevuto la restituzione di un milione e 746mila euro (746 mila euro Ecotech; un milione Exor) pari a una parte dell'anticipo versato dalla Protezione civile del Lazio per l'acquisto di mascherine, mai totalmente concretizzatosi. La Ecotech srl ha inoltre presentato alla Regione Lazio un piano per la restituzione totale della somma anticipata, pari a 13.520.000 euro, da realizzarsi nelle prossime settimane. Nel dettaglio, al netto delle somme già versate, il piano prevede entro il 22 maggio la restituzione di 3 milioni 530mila euro da parte di Exor; entro fine maggio 4 milioni 740mila euro da Giosar; 3 milioni 504mila frutto della vendita di dispositivi di protezione individuali». Nulla di nulla, rispetto a quanto promesso da allora. I soldi sono rimasti sempre quelli di allora, l’ammanco idem.

 

E rincara la dose anche Chiara Colosimo, consigliere di Fratelli d’Italia alla Pisana: «Dal 7 Aprile, giorno della mia prima interrogazione sul caso mascherine ad oggi, la Regione Lazio ha recuperato 1 milione e 746mila praticamente la stessa cifra che ci avevano comunicato lo scorso 12 maggio. Lo ha confessato oggi in aula l’assessore al bilancio, aggiungendo che hanno applicato alla Ecotech le penali e presentato ricorso. Alla luce dei fatti, quindi, nella casse della regione di Zingaretti mancano in fondo "solo" più di 13 milioni di euro, ma tutti i responsabili continuano ad essere saldamente ai loro posti, capo della protezione civile regionale in testa. Tutto bene, tutto normale, la pandemia ci ha insegnato che presunti imprenditori senza scrupolo riescono a fare affari più facilmente. Mi pare che l’unica notizia positiva sia la notifica delle proroga delle indagini preliminari. I soldi da qualche parte saranno transitati, i cittadini del Lazio attendono fiduciosi risposte certe almeno dalla Giustizia».

 

L’assessore Sartore ovviamente non ha potuto aggiungere altro. Ma quello che meraviglia è come la questione delle mascherine sia di nuovo sottovalutata alla regione Lazio. Difficile capire che cosa ne sarà dell’inchiesta penale come di quella della magistratura contabile, ma appare davvero di difficile comprensione che non sia stato rimosso nessuno, neanche a livello dei responsabili amministrativi. E ci si chiede perché.