I centri sociali attaccano l'Ugl. Ecco i mezzi dell'era comunista
I centri sociali hanno attaccano la sede Ugl di Bologna dopo la sigla del contratto nazionale di lavoro dei rider. I vandali hanno imbrattato porte e muri. Cosa dirà la sinistra. Zingaretti e la Catalfo prenderanno le distanze? Intanto la denuncia viene da Claudio Durigon che su Twitter dichiara: "Centri sociali attaccano sede #Ugl a Bologna per il ccnl riders, modi e mezzi dell’era comunista con imbarazzante rivendicazione! Fiducioso che @nzingaretti ed altri prendano le distanze da questi ultra comunisti. La @CatalfoNunzia non convochi ai tavoli questi personaggi!".
Centri sociali attaccano sede #Ugl a Bologna per il ccnl riders, modi e mezzi dell’era comunista con imbarazzante rivendicazione!
— Claudio Durigon (@ClaudioDurigon) September 21, 2020
Fiducioso che @nzingaretti ed altri prendano le distanze da questi ultra comunisti. La @CatalfoNunzia non convochi ai tavoli questi personaggi! pic.twitter.com/Qefsdmlvcu
"L’attacco alla sede regionale e provinciale dell’UGL di Bologna - afferma Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito all’attacco subito questa mattina presso la sede dell’UGL in via Santa Margherita nel centro storico di Bologna - è un atto gravissimo di vandalismo e violenza politica. Esprimo lo sdegno personale per chi ha commesso l’aggressione e al contempo la massima solidarietà ai rappresentanti UGL di Bologna, uno dei quali era presente in sede ed è stato minacciato mentre gli uffici venivano vandalizzati. Il CCNL Rider è nato per difendere e salvaguardare i diritti dei lavoratori del settore. Di fronte al nulla che c’era l’UGL ha ascoltato le istanze dei rider, ha collaborato con le parti datoriali e ha creato un quadro di riferimento che prevede, rispetto al passato, diritti esigibili. I Rider sono e restano lavoratori autonomi ma con maggiori diritti e tutele. L’assalto è stato condotto da sedicenti rider verosimilmente appartenenti all’area dei centri sociali, evidentemente più interessati alla violenza politica che ai diritti dei lavoratori".
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