Afghanistan: responsabile centro Veronesi Herat, ‘ora al sicuro, aiutateci a rifarci una vita'
Milano 24 ago. (Adnkronos) - “Qui in Italia, nell'hotel di Milano, ci sentiamo al sicuro” e per il futuro “speriamo che la Fondazione Umberto Veronesi e la popolazione italiana ci aiutino a iniziare una nuova vita. Possiamo usare le nostre competenze per avere una buona vita”. Così all'Adnkronos la responsabile del Centro per la diagnosi del tumore al seno di Herat della Fondazione Umberto Veronesi, fuggita dall'Afghanistan e atterrata in Italia la scorsa settimana, insieme alle sue colleghe dottoresse e alle loro famiglie.
Il gruppo, in totale 34 persone, di cui 13 minori, si trova da venerdì scorso in un hotel di Milano, in zona piazza della Repubblica, dove sta osservando il periodo di quarantena. “Siamo in una buona situazione, la Fondazione Umberto Veronesi ci ha aiutato portato in salvo e a stare nell'hotel. Stiamo tutti bene: io, la mia famiglia e tutti i membri del gruppo”, riferisce la responsabile, F.R., di 40 anni.
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