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Torna l'«asse del Tasso»

Ha cominciato il direttore del Corriere della Sera parlando dal palco del convegno dei giovani industriali il 6 ottobre a Capri: «Fate, fate subito e non rinviate. E se non vi muovete vi conviene, secondo me, portarci alle urne al più presto». E poi ha aggiunto: «Volate alto. Fatelo subito, fatelo domani mattina, altrimenti è meglio che non facciate tutte quelle chiacchere sui tagli dei parlamentari e dei ministri. Questo è il momento di dare una risposta e non certo a me che non penso a entrare in politica e non ho ambizioni di alcun tipo. È ora di dare una risposta - ha spiegato Mieli - per potere andare al ristorante e non essere disturbati da persone che ti apostrofano». Poco dopo a Capri ha preso la parola Luca Cordero di Montezemolo e ha chiesto meno tasse sulle imprese e, in generale, alla politica anche lui aveva rivolto lo stesso invito a «volare alto», con qualche «talk show in meno e più lavoro in Parlamento». S'è mantenuto sul soft, il giorno dopo è partito con Prodi per il Kazakhstan.
E proprio il giorno dopo a Roma è stato presentato il partito di Lamberto Dini, i liberaldemocratici (tre voti al Senato), che si propone al primo punto di fare le riforme: in prima fila c'era Maurizio Beretta, direttore generale di Confindustria.
Mercoledì 10 è stato il giorno del governatore della Banca d'Italia che, ascoltato dal Parlamento, ha avvertito: «Sono stati avviati interventi volti ad accrescere l'efficienza della spesa e a migliorare l'organizzazione del settore pubblico: la sfida è ora di ottenere un forte rallentamento della spesa primaria corrente, ridurre il carico fiscale su lavoratori e imprese». E subito dopo, nella stessa giornata, era arrivata la benedizione di Montezemolo nel frattempo rientrato a Roma: «Mi fa piacere che il governatore Draghi abbia sottolineato, come abbiamo fatto noi, che questa Finanziaria va nella direzione giusta e porti più automatismi e più semplificazione».
Dunque, sarà forse un caso. Ma tutti e tre dicono sostastanzialmente gli stessi concetti; seppur nei ruoli diversi tra loro. Uno attacca, l'altro avalla. Poi ne arriva un altro che punta il dito e il primo che gli dà manforte. È l'asse del Tasso che torna a colpire.
F. d. O.

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