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In aula solo un avvocato su cento

Era questa ieri mattina la scena che si aveva davanti agli occhi camminando a piazzale Clodio il primo giorno di astensione dalle aule da parte degli avvocati del Foro romano, astensione proclamata dall'Unione camere penali italiane.
Nel Tribunale di Roma i penalisti hanno infatti aderito quasi completamente, raggiungendo, secondo quanti riferito dalla Camera penale romana, il 99 per cento. Un numero che ha soddisfatto pienamente il consiglio direttivo e lo stesso presidente, l'avvocato Roberto Borzone.
«Oltre il 99 per cento delle udienze - sostengono i penalisti - sono state rinviate, con eccezione di quelle con imputati detenuti o con prescrizione imminente». E ancora: «Con un'ordinanza motivata la seconda Corte di appello di Roma ha riconosciuto la legittimità dell'astensione degli avvocati anche per le udienze in camera di consiglio».
Secondo la Camera Penale della capitale quindi si tratta di «un'iniziativa fondamentale per rilanciare la battaglia per la separazione delle carriere e per le garanzie processuali di fronte all'inerzia governativa ed alle riforme truffaldine della maggioranza parlamentare».
Gli avvocati romani hanno comunque espresso una vena polemica nei confronti dei colleghi milanesi che si occupano di portare avanti il processo Sme. «Stupisce ma non sorprende - sostengono - che, di fronte alla totale adesione dell'avvocatura, in un noto processo milanese, alcuni rappresentanti del foro abbiano ritenuto di non condividere la battaglia per la separazione delle carriere, contro la detenzione speciale, per una disciplina organica delle garanzie nel processo penale per le quali essi stessi si sono sempre battuti».
E quello di ieri è soltanto il primo giorno. Stessa situazione si verificherà infatti anche oggi e domani, aule e corridoi vuoti.

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