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IL PRESIDENTE E LA GUERRA

Ciampi «turbato e rattristato»

«L'animo di tutti noi è turbato in questi giorni di drammatici eventi. Il conflitto in atto rattrista questo nostro incontro», ha detto il presidente della Repubblica, accogliendo al Quirinale il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE). La guerra in Iraq dovrebbe accelerare lo sviluppo di una politica estera e di difesa comune a tutta la Ue, come già avviene per la moneta unica. Il presidente della Repubblica, osservando che «la finalità di seguire una condotta unitaria europea per la politica estera e di difesa, come per la politica monetaria ed economica, è un'esigenza che le presenti drammatiche vicende rendono ancor più manifesta e pressante».
Il capo dello Stato quindi coglie l'occasione del ricevimento al Quirinale del consiglio direttivo della Bce, la Banca centrale europea, con il presidente Wim Duisenberg e il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, per ribadire che «la Convenzione sull'avvenire dell'Europa è componente centrale di questa evoluzione, il passaggio obbligato attraverso cui dotare l'Unione Europea di istituzioni rinnovate ed autorevoli». E cita l'avvio, lo scorso 31 marzo, della prima operazione militare della Ue, d'intesa con la Nato, in Macedonia come «uno sviluppo storico, che dimostra l'importanza dei progressi compiuti e la possibilità di ulteriori avanzamenti».
Un compito particolare spetta poi ai sei Paesi che diedero vita alla Cee (Italia, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo): «Il prossimo allargamento della Ue rende necessario un nuovo slancio. È evidente - sottolinea infine - il presidente della Repubblica- che, in questo ambito, i Paesi fondatori della Comunità Europea hanno una particolare responsabilità, morale e politica. In questo spirito - ricorda Ciampi - mi rivolsi, nell'autunno scorso, agli altri capi di Stato dei Paesi fondatori, per invitarli a un'iniziativa congiunta».

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