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Fuga dalla guerra in Tv

Che, sorprendentemente, penalizzano trasmissioni, come «La vita in diretta», maggiormente impegnata nella metamorfosi della propria struttura spettacolare a vantaggio di un'informazione continuamente aggiornata sui fronti interessati al conflitto. La lunga diretta pomeridiana affidata a Michele Cucuzza (nella foto), che ieri è tornata alla formula normale con finestre sul conflitto, ha perso, "sul campo" tra la prima e la seconda parte, più di tre punti di share. La maggiore perdita d'audience finora registrata. Colpa della dilatazione del programma, apparso al pubblico un osservatorio troppo ansiogeno e specialistico sulla guerra.
Cala anche lo share dell'appuntamento mattutino di Raidue «I fatti vostri» ma, per l'aumento della platea televisiva nella fascia oraria del mezzogiorno, in cui va in onda, la trasmissione aumenta il suo pubblico passato da 1.351.000 spettatori prima del 20 marzo, a 1.390.000 dopo l'inizio del conflitto. Il più consistente aumento d'audience viene registrato, tra i programmi di informazione, da «Porta a porta» e «Ballarò». Bruno Vespa ristabilisce la propria supremazia su Cucuzza, mentre Giovanni Floris, al timone di «Ballarò» ha mantenuto posizioni dignitose anche nello speciale andato in onda domenica scorsa in prima serata, conquistando, contro «Un medico in famiglia», il 10,16% di share con 2.742.000 spettatori. E grazie al conflitto, anche «Excalibur», l'approfondimento di Antonio Socci, del giovedì sera di Raidue, è riuscito, parzialmente, a sollevarsi dalla stagnante palude d'audience in cui languiva.
Altalenante il responso dell'Auditel per «Domenica in» trasformata, nelle ultime due puntate in un salotto di polemiche e di osservatori più o meno specializzati sulla guerra. La padrona di casa ha dovuto dividere la conduzione con Michele Cucuzza ma non è stata gratificata da un consistente aumento di pubblico. Addirittura, contro ogni aspettativa, nella terza parte, in onda dalle 19 alle 20, il contenitore fa registrare un decremento dell'Auditel. In particolare, nell'ultima puntata di domenica scorsa, lo scontro con la concorrente «Buona domenica» si è concluso con la vittoria di Maurizio Costanzo. Per «Domenica in» vanno, inoltre, registrate le proteste del Presidente dell'Ordine Regionale dei Giornalisti di Lazio e Molise, Tucci, per l'affidamento a figure professionali non giornalistiche, dell'informazione sul conflitto.
Il vero vincitore della "guerra d'audience" è, però, tra le trasmissioni di intrattenimento che hanno modificato la propria formula, «Unomattina». Il contenitore mattutino di Raiuno, è crescito di più di tre punti di share. Meno consistente lo spazio dato dalle reti Mediaset all'informazione sul conflitto, limitato a speciali del «Maurizio Costanzo show», del settimanale del Tg5 «Terra» e di «Lucignolo». Anche all'interno delle ultime due puntate di «Buona domenica», si sono aperte finestre di aggiornamento sulla guerra in corso.

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