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"Doppia Difesa" sotto accusa, l'indagine di Selvaggia Lucarelli imbarazza Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno

I dubbi sull'associazione: "Nessuno risponde a chi denuncia violenze"

Doppia Difesa sotto accusa, l'indagine di Selvaggia Lucarelli imbarazza Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno

Da sinistra Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno

"Doppia Difesa" è la fondazione creata nel 2007 da Michelle Hunziker e dell’avvocato Giulia Bongiorno a sostegno delle donne che subiscono abusi, violenze e discriminazioni. Lo slogan è: “La violenza non è un fatto privato: apri quella porta” e i testimonial, oltre alle due fondatrici, sono tutti volti noti: Francesco Totti, Federica Pellegrini, Nek, Silvia Toffanin, Anna Tatangelo per citarne alcuni. All’organizzazione no-profit si può donare il 5 per mille e inviare un sms come contributo volontario. Gli spot sulle reti nazionali passano con buona frequenza.

Succede però che Selvaggia Lucarelli, spinta da “una pulce nell’orecchio” verifichi l’attività di “Doppia Difesa”e scopra che ci siano pesanti disservizi. Ieri ha raccontato la vicenda sul giornale “Il Fatto Quotidiano” dopo aver fatto tutte le verifiche del caso e aver raccolto testimonianze e prove. Anche perché nemmeno l’odiatore più incallito può pensare che la Lucarelli si sia esposta con due potenze mediatiche e economiche, come la Hunziker e la Bongiorno, senza una pezza d’appoggio. Non basterebbero i Lloyd’s di Londra a risarcire (eventualmente) il danno.

E così ieri mattina, la direttrice di RollingStones.it, fa sapere via Facebook: “Oggi su Il Fatto mi occupo di una questione a cui sto dietro da un po', ovvero l'associazione "Doppia Difesa" della Hunziker e dell'avvocato Giulia Bongiorno, quella in difesa delle donne, quella che "Denunciate". La pulce nell'orecchio me l'ha messa un'amica. (…). Ai numeri indicati sul sito per denunciare non risponde nessuno, mai, in nessun orario, nessun giorno della settimana. Alle mail indicate dal sito e dalla segreteria telefonica non risponde nessuno. Abbiamo mandato mail io e mie amiche in vari giorni della settimana, nulla. La pagina FB dell'associazione è morente, ci sono solo spot patinati delle due fondatrici, raccolte fondi e molte proteste nei commenti della serie "Non rispondete alle mail, i numeri non funzionano..”. Verificate pure.

Ho chiamato un avvocato che lavora per l'associazione, le ho chiesto se avesse fornito assistenza legale a qualche donna passata attraverso Doppia Difesa nell'ultimo anno, mi ha risposto "Non posso parlare dell'attività dell'associazione senza consultare la Bongiorno. Comunque tra qualche ora le invierò dei dati". Mai pervenuti. Eppure era una domanda semplice. Se raccogli dei fondi e fai spot in tv, un po' di trasparenza non guasterebbe (…). Certo è che se il tuo slogan è "Codice rosso per le denunce di donne abusate perché non possono perdere tempo" e poi la tua associazione neanche risponde al telefono e da almeno due anni, beh, Houston abbiamo un problema.

E il problema è legato a un tema, la violenza sulle donne, che richiede meno spot, forse, e un po' di concretezza. Perché se ci sono i soldi per uno spot, ci sono anche quelli per pagare due segretarie. E non è che le due fondatrici, anche qualora raccogliessero pochi fondi, versino in una situazione di indigenza tale da non potersi permettere di mantenere un ufficio efficiente e un’associazione che faccia quello che promette. Perché poi vengono dei dubbi e sono dubbi poco edificanti. Dubbi che ci sia molto fumo e poco arrosto”.

A stretto giro aggiornamento della Lucarelli: “Roba da non crederci: da un'oretta Doppia Difesa risponde al telefono, pure al numero che è sempre risultato staccato. Provo imbarazzo per loro”. I profili social della giornalista sono presi d’assalto da testimonianze di donne che si sono rivolte a “Doppia Difesa” e stanno ancora aspettando risposta. Le scrivono anche in privato come dimostrano gli screenshot.

Il tempo di aprire il giornale e sputare il caffè che si fa viva l’avvocato Bongiorno, non al telefono, ma via Twitter: “Da dieci anni combattiamo contro la violenza sulle donne attraverso un’attività di sostegno alle vittime (consulenza e assistenza legale, psicologica, comunicazione). Crediamo così intensamente a questa battaglia da aver anche finanziato personalmente la fondazione, da noi creata nel 2007. L’attacco sulle pagine del “Fatto Quotidiano” è gravissimo perché fornisce informazioni false che potrebbero scoraggiare altre vittime di violenza dal rivolgersi alla nostra fondazione. Abbiamo pertanto deciso di presentare querela e porteremo come testimoni tutte le donne che abbiamo aiutato in questi anni e che stiamo aiutando in queste ore”.

Ieri pomeriggio, quando la vicenda era esplosa in tutta la sua gravità, Selvaggia Lucarelli si è riaffacciata su Facebook: “Leggo che la Hunziker e la Bongiorno hanno annunciato querela nei confronti de Il Fatto per il mio “articolo diffamatorio che potrebbe scoraggiare le vittime a denunciare presso la loro associazione” (…) Hanno perfino aggiornato la pagina fb di Doppia Difesa inattiva dal 17 dicembre! (vero perché c’è un buco temporale che non hanno potuto cancellare, ndr). (…). Mi spiace molto che reagiscano così. Mi sono limitata a segnalare un disservizio segnalato da moltissime donne sulla loro pagina fb, sulla mia pagina oggi e da me personalmente testato in questi giorni, visto che le mie chiamate a vuoto in vari giorni e orari della settimana sono ancora lì nel mio telefono. Io non ho scritto che non hanno mai aiutato nessuno. Mi suona come una coda di paglia e non è una risposta nel merito della questione da me segnalata. Porterò io, eventualmente, la testimonianza di tantissime donne che hanno provato a scrivere, telefonare e non hanno mai avuto risposta in questi anni. Ho la posta piena. C’è anche chi ha citofonato alla sede e si è sentito dire “mandi una mail”. Inoltre, ieri ho chiesto informazioni a un loro avvocato sull’attività di doppia difesa nell’ultimo anno (telefonata registrata) e mi ha detto “le farò sapere entro qualche ora”. Mai sentita. Per il resto, sono ben lieta che da stamattina alle 12,00 improvvisamente, qualcuno risponda al centralino di Doppia Difesa, perfino al numero che nei giorni scorsi era staccato. (…) Altro che querele, meriterei di diventare socia di Doppia Difesa ad honorem. So di aver detto verità inconfutabili. So quanto ritengo importante occuparsi di questioni legate a violenze e abusi con serietà. E io lo faccio. Le querele non mi spaventano, neanche quelle di avvocati e showgirl milionarie”.

Quindi è chiaro che la giornalista parli di disservizi, difficoltà a essere assistite, centralino staccato. E invece, ieri sera, Hunziker e Bongiorno rilasciano un comunicato che avrebbe fatto sbottare Antonio Di Pietro: “ma che c’azzecca?!”. Il seguente: “Non ci piace appuntarci medaglie sul petto ma di fronte agli attacchi di cui la Fondazione Doppia Difesa è stata bersaglio abbiamo deciso di rendere note le cifre donate a titolo personale in questi anni: Giulia Bongiorno: € 299.150, Michelle Hunziker: € 273.250 (con regolari bonifici riscontrabili).

Ciò, naturalmente, oltre al lavoro indefesso, talvolta persino notturno, svolto con passione e sacrificio in favore di Doppia Difesa. Avremmo preferito non scendere in dettagli di questo tipo, ma di fronte all'ingiustizia e alla diffamazione, è doveroso replicare con dati oggettivi”. La Lucarelli le risponde direttamente: “Non ho contestato le donazioni, ma altro. Ho parlato di disservizi oggettivi, reali e documentati. E comunque, se parliamo dei 10 anni dalla nascita della fondazione, sono quindi 27 000 euro l’anno di donazioni detraibili fiscalmente. Io avrei omesso questa medaglia sul petto”.

Curiosa in effetti la risposta delle fondatrici: la Lucarelli ha chiesto maggiori informazioni sui disservizi, non sulle donazioni senza contare che innescano un’altra domanda: cosa ne ha fatto l’ente di quei fondi? I commenti di donne e uomini sulla bacheca della giornalista, della showgirl (che stamane ha scritto che lei sorride lo stesso) e dell’avvocato sono centinaia e tutti concordi. Desiderano spiegazioni sulla vicenda, sapere perché non rispondevano al telefono e alle email, vogliono conoscere le attività concrete, leggere i bilanci (visto che c’è stata una pubblica raccolta fondi) e vogliono delle scuse. Si accontenterebbero delle scuse.

Pure coloro che definiscono la Lucarelli una “rompipalle” per l’inchiesta (chissà qual è il compito di un giornalista) non sono d’accordo con la (annunciata) querela. Strana la vita: i due volti noti reagiscono senza rispondere nel merito ma sviando dal tema principale. Un po’ come le persone pizzicate dagli inviati di Striscia La Notizia, la trasmissione condotta da Michelle, che scova il marcio sotto l’apparenza patinata e fa fare “figure da sotterrarsi” con la consegna del Tapiro.

Intanto la firma de “Il Fatto Quotidiano” tira dritto e su Facebook: “Questione Hunziker/Bongiorno. Oltre alle minacce di querele aspettavo delle risposte alla semplice domanda "Perché non rispondevate a mail e telefonate?" e magari anche una lista delle attività svolte con i fondi dell'associazione, ma non sono arrivate. Intanto si aggiungono tasselli alla storia. Miriana Trevisan, denunciata da Tornatore che l'avrebbe molestata, si era rivolta a Doppia Difesa. Ed è stata rimbalzata per questioni che hanno a che fare con lo statuto dell'associazione. Quali, non lo so”.

Qui il nodo non è essere pro o contro la Lucarelli, la Hunziker e la Bongiorno, tutte e tre hanno gli strumenti per difendersi benissimo da sole (anche se non si può negare che il giudice di “Ballando con le Stelle” e il quotidiano di Travaglio siano un po’ Davide contro Golia), qui conta solo la trasparenza, la credibilità, il rapporto di fiducia e stare davvero dalla parte delle donne. È preferibile sperare che sia la Lucarelli a doversi scusare che accertare brutte verità. Perché scoprire che “Doppia Difesa” rischia di essere un “Doppio inganno” fa male alla società civile.

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