Un Battito, Bove alla presentazione: “Sono legato alla Roma e all’Italia, ma oggi sono felice”
«Sono sempre rimasto legato alla Roma e all’Italia, però oggi sono davvero felice dove sono. Non voglio precludermi nessuna strada: nel calcio non si sa mai cosa può riservare il futuro». Edoardo Bove si racconta alla presentazione, al Festival del Cinema di Roma, di Un Battito, il docufilm diretto da Giovanni Troilo e prodotto da Edoardo Leo, in uscita nelle sale il 16, 17 e 18 novembre e distribuito da Zero Uno. «Questo docufilm – racconta Bove – nasce dalla volontà di dare un senso a quello che mi è successo e di trasformare un’esperienza personale in un messaggio che possa essere utile agli altri. Non ho intrapreso questo percorso pensando di restituire la storia di un calciatore. E forse neanche la storia di un calciatore che è tornato in campo. Piuttosto, ho condiviso un percorso che ho fatto dentro di me e che continua ancora oggi. Non è stato semplice far entrare le telecamere nella mia vita e raccontare aspetti così personali, ma alla fine ha prevalso la convinzione che ne valesse la pena per l’utilità sociale di questo progetto. È stato bello mettermi in gioco: sicuramente non è stato sempre facile, ma è stato autentico. Quello che mi è successo mi ha portato a guardare in modo diverso al tempo, alle esperienze e alle opportunità che la vita mi ha offerto anche fuori dal campo. Questo film racconta anche questo: la possibilità di mettersi alla prova, di affrontare momenti difficili e di non arrendersi. Ed è questo il messaggio che vorrei arrivasse a chi lo guarderà, soprattutto a chi sta vivendo una difficoltà: non sentirsi soli e trovare la forza per andare avanti. In questa dimensione personale, inoltre, mi è stato subito chiaro un obiettivo: sensibilizzare le persone sull’importanza della formazione alle manovre di primo soccorso. Sin da subito ho percepito che questa sfida passava soprattutto per un piano culturale. Ed è per questo che ho deciso di giocare la mia partita anche al cinema».


