La Cina fa la voce grossa per presenza Taiwan a forum Pacifico
Roma, 1 set. (askanews) - Ci saranno "conseguenze" per la partecipazione del ministro degli Esteri taiwanese, Lin Chia-lung, alla cerimonia di apertura del 55esimo Forum delle Isole del Pacifico, composto da 18 membri, a Palau, Stato Insulare nel Pacifico occidentale. Ad affermarlo è stato l'inviato cinese per il Pacifico, Qian Bo, che rispondendo alle domande dei giornalisti a Koror ha detto:
"Ci saranno sempre delle conseguenze. Sappiamo tutti che questo è un dato di fatto. Non sarebbe dovuto accadere. Riteniamo che sia del tutto inappropriato agire in questo modo".
"Qual è la minaccia?", gli chiede un giornalista. "No, non è una minaccia. In quanto Stato sovrano, avremo certamente le nostre preoccupazioni, come qualsiasi altro Paese", ha sostenuto l'inviato, ricordando che "Taiwan non è un partner di dialogo per il forum" e di aver espresso "molto chiaramente la nostra posizione al governo di Palau e al Segretariato".
"Non credo che dovremmo scendere a compromessi solo a causa del bullismo della Cina. Solo i 18 membri del Forum delle Isole del Pacifico possono prendere decisioni collettive, e lo fanno per consenso", ha replicato il ministro degli Esteri di Taiwan, Lin Chia-Lung, in conferenza stampa a Palau, in occasione del vertice dei leader del Forum delle Isole del Pacifico.
"Negli ultimi anni, la Cina ha rapidamente ampliato la propria influenza e ha ulteriormente intensificato le proprie attività militari nel Pacifico", ha ricordato Lin, sottolineando l'incapacità del Forum di concordare una dichiarazione congiunta che condannasse il test missilistico cinese del mese scorso.
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