Nepal, oltre 200 morti: prende corpo l'ipotesi del ghiacciaio
Milano, 27 ago. (askanews) - Si aggrava di ora in ora il bilancio della catastrofe che ha colpito il Nepal. Sono almeno 207 i morti per l'improvvisa alluvione che ha devastato mercoledì il nord del Paese, vicino al confine con il Tibet. Oltre 800 persone risultano ancora disperse e tra loro ci sono 579 turisti stranieri.
Le squadre di soccorso continuano a cercare superstiti tra fango e detriti, mentre nelle zone colpite familiari e amici cercano notizie delle persone scomparse. "Due membri della mia famiglia, compreso mio fratello, risultano ancora dispersi", ha spiegatp Chitra Bahadur Nepali. "Nostro fratello maggiore è scomparso. Si chiama Ram Sharan Rasaili ed è tra i dispersi di Rasuwa. È per questo che siamo usciti a cercarlo", ha raccontato Subash Khatani.
In Nepal sono stati mobilitati oltre 5.000 tra militari e poliziotti, con elicotteri impegnati nelle ricerche e nel trasporto di viveri e materiali nelle località isolate. Si muove anche la macchina degli aiuti internazionali da parte di India, Cina e Corea del Sud, e le Nazioni Unite stanno mobilitando personale e materiali.
Intanto prende corpo l'ipotesi di un'origine glaciale del disastro. Secondo le prime analisi, un'enorme massa di ghiaccio e roccia si sarebbe staccata da un ghiacciaio himalayano a circa 5.200 metri di quota, precipitando per quasi 1.200 metri e generando una colata di acqua, fango e detriti. Il materiale avrebbe ostruito temporaneamente un corso d'acqua, formando una diga naturale poi crollata e liberando la piena a valle.
Temperature insolitamente miti potrebbero aver favorito il distacco, ma gli scienziati ritengono ancora prematuro stabilire un legame diretto con il cambiamento climatico.
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