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La foresta spirituale di Youju Liu alla Biennale di Venezia

Venezia, 18 lug. (askanews) - La foresta e il sottobosco come metafore, rispettivamente, della crescita spirituale e dell'inconscio. Il pittore cinese Youju Liu è il protagonista del Padiglione della Guinea Equatoriale alla Biennale d'altre di Venezia con il progetto Origin, ospitato a Palazzo Donà delle Rose. Il progetto, curato da Anna Balzani, presenta una selezione di 15 dipinti attraverso i quali l'artista approfondisce il rapporto tra l'essere umano e la Natura, invitando il visitatore a compiere un percorso di introspezione.

"Vi invito ad osservare la sovrapposizione di colori caldi e freddi - ha spiegato l'artista - che ci ricorda che ordine e caos coesistono sempre e che la simbiosi dinamica è la via per il progresso della civiltà. I colori, altamente saturi, si fondono insieme, proprio come il tema curatoriale "La foresta. Il sottobosco" del Padiglione nazionale della Guinea Equatoriale: alberi e vegetazione sono interdipendenti e indispensabili".

Il tema della foresta è fondamentale per la Guinea Equatoriale, poiché circa il 60% del territorio nazionale è ricoperto dalla foresta pluviale del bacino del Congo, la seconda foresta tropicale più estesa al mondo dopo l'Amazzonia. Gli alberi dipinti da Youju Liu rendono omaggio a questa ricchezza ambientale e alla sua biodiversità e la foresta è per lui uno spazio sacro, dove il silenzio acquista una dimensione tangibile e l'individuo riscopre il proprio legame con l'altro e con il cosmo, ritrovando un suo posto all'interno di un ordine universale.

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