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Roma: la Tomba Francois, capolavoro etrusco, al Museo di Villa Giulia

Roma, 30 giu. (askanews) - La Tomba Francois di Vulci, tra i capolavori della pittura etrusca e dell'arte antica, può essere ora ammirata dai visitatori a Roma presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Il suo arrivo è accompagnato dalla mostra "Il ritorno degli Eroi", aperta fino al 31 dicembre, che ne restituisce il contesto originario attraverso reperti provenienti da prestigiosi musei tra cui il Musée du Louvre, dal British Museum, dal Royal Museum of Art and History di Bruxelles, dal Musée cantonal d'archéologie et d'histoire di Losanna, dai Musei Vaticani e dall'Istituto Archeologico Germanico di Roma.

Dopo un lungo percorso, la tomba è entrata ufficialmente a far parte del patrimonio dello Stato italiano.

Scoperta nel 1857 dall'archeologo Alessandro Francois nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, è scavata nel tufo e composta da 37 pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso. La direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Luana Toniolo: "La tomba racconta la storia, parte anzi dalla storia di una famiglia, quella dei Saties, della seconda metà del quarto secolo di Vulci, ma in realtà questa tomba racconta il mito greco reinterpretato in chiave etrusca, racconta di famiglie, di guerrieri, di dei ed eroi etruschi e greci e di come la memoria sia una costruzione collettiva".

Nei pannelli c'è un confronto tra il mito greco e la storia di Vulci. "Questa tomba - ha sottolineato Toniolo - è un unicum innanzitutto perché siamo in età ellenistica, siamo intorno al 330-310, è unica per la qualità delle pitture, siamo proprio in una fase di passaggio della pittura del mondo antico, si notano lumeggiature, ombreggiature con i corpi, viene dato spessore ai volumi, ma quello che è unico è questo legame tra il mondo greco, come viene raccontato, e il rapporto con la storia e che ci racconta di un momento molto complesso in cui Roma era ormai una potenza sempre più importante, che si scontrava con il mondo etrusco e quindi abbiamo alle nostre spalle l'eco delle battaglie del 358 e del 351 reinterpretate in chiave mitica".

La mostra ricompone il corredo della tomba che è stato disperso poco dopo la sua scoperta, in seguito alla morte di Alessandro Francois nei principali musei europei. "Abbiamo gioielli da Louvre, prima vennero venduti al museo di Napoleone III, poi confluirono al Louvre, abbiamo coppe che provengono da Losanna, tra l'altro si tratta di oggetti che sono stati identificati recentemente, quindi per la prima volta visti insieme agli altri oggetti della tomba Francois, abbiamo una bellissima anfora che viene da Bruxelles, che è tra i reperti più antichi rinvenuti nella tomba, in una stanza chiusa, probabilmente quella del Capostipite, e poi la parte documentaria, perché la tomba ha una lunghissima seconda vita, perché diventa subito veramente un oggetto di grandi studi", ha concluso Toniolo.

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