L'allarme caldo a Roma non ferma i rider: "Se ti fermi guadagni meno"
Roma, 24 giu. (askanews) - Pedalare sotto il sole con temperature previste intorno ai 38 gradi è una prova di sopravvivenza. A Roma, per tutelare la salute dei lavoratori è stata emanata un'ordinanza regionale anti-caldo che vieta il lavoro all'aperto ed esposti al sole dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni considerati a rischio "alto".
Anche Assodelivery - che rappresenta le principali piattaforme di food delivery - ha esteso le linee guida d'emergenza per tutelare i riders durante le giornate di allerta, ma molti continuano a lavorare.
Come Omer, dal Pakistan: "Se ti fermi per il caldo guadagni meno", "Se guadagni poco, se lavoriamo solo 4-5 ore, come possiamo guadagnarci da vivere?".
"Fa molto caldo ma stiamo lavorando - afferma Adam, dall'Afghanistan - oggi e ieri davvero tanto caldo".
Lavoratori a volte nemmeno informati dell'ordinanza, lamenta Damiano Carbonari, collaboratore della sede capitolina di Nidil Cgil: "Lottiamo e facciamo contrattazioni soprattutto per garantire che questi lavoratori siano riconosciuti come lavoratori subordinati. Perché ci sono tutte le condizioni per dire che non possono essere considerati lavoratori autonomi. Anche perché non è come nell'edilizia, dove ti fermi ma vieni comunque pagato. Non erano nemmeno stati informati da Glovo e Deliveroo di questa ordinanza (divieto di lavorare dalle 12 alle 16 a causa del caldo estremo), quindi loro stessi sono consapevoli che se non lavorano, fondamentalmente nessuno li paga".
A sostegno dei lavoratori anche gli attivisti di Greenpeace che denunciano l'impatto del cambiamento climatico. Simona Abbate, attivista: "Con questa telecamera mostriamo qual è la temperatura superficiale in questo momento qui a Roma, quella che i lavoratori stanno affrontando in questo momento. Ci sono persone qui in questa zona che lavorano a temperature elevatissime, al di sopra di quella che è considerata una temperatura di stress, ovvero una temperatura che affatica troppo il corpo umano. Vogliamo quindi denunciare come la crisi climatica stia impattando soprattuto sui più deboli, le fasce della popolazione che hanno bisogno di lavorare".
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