Ai alla sbarra, Elon Musk contro OpenAI: al via il processo
San Francisco (California), 27 apr. (askanews) - L'intelligenza artificiale a processo. A San Francisco è cominciata, con la selezione della giuria, una battaglia legale di peso, tra il miliardario Elon Musk e OpenAI, accusata dall'uomo più ricco del mondo di aver tradito la sua missione iniziale senza scopo di lucro.
Musk è stato uno dei cofondatori della startup su cui investì 8 milioni di dollari, prima di lasciarla. Sostiene di essere stato ingannato sui veri obiettivi dell'azienda: ai tempi OpenAi nacque come fondazione totalmente no-profit, poi aprì una filiale commerciale per investire centinaia di miliardi di dollari in data center. Ora è valutata 152 miliardi di dollari, ha Microsoft tra i suoi investitori, si prepara a quotarsi in borsa e con ChatGpt è fra i più temibili rivali del Chatbot di Musk Grok.
Per OpenAI "la causa non è altro che una campagna di molestie, alimentata da ego, gelosia e dal desiderio di rallentare un concorrente.". Musk chiede che la società sia costretta a tornare ad essere un'organizzazione puramente no-profit, la rimozione di Altman, la fine dei rapporti con Microsoft e un risarcimento fino a 34 miliardi di dollari.
Al di là delle faide fra magnati dell'Ai, il caso mette in luce comunque una questione più ampia e dirimente: è giusto che l'intelligenza artificiale avvantaggi pochi privilegiati o deve essere messa solo al servizio dell'umanità e del suo progresso?
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo