Cina, l'AI spinge i giovani verso le microimprese individuali
Shangai, 22 apr. (askanews) - In Cina sempre più giovani scelgono di mettersi in proprio con microimprese individuali gestite con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. A spingere questa tendenza sono la paura di essere sostituiti dall'intelligenza artificiale, la pressione del mercato del lavoro e il timore di non riuscire a stare al passo.
A Shanghai, incontri e corsi dedicati a questo modello raccolgono professionisti, creativi e aspiranti imprenditori. L'idea è usare l'AI per abbassare i costi e fare da soli, in tempi rapidi, lavori che prima richiedevano un team.
"La microimpresa individuale è un prodotto dell'era dell'intelligenza artificiale - spiega Karen Dai, fondatrice di SoloNest e autrice del libro "One person company" - Prima, se volevi metterti in proprio, dovevi saper fare tutto ed era molto difficile. Oggi, grazie all'AI, una sola persona può svolgere almeno le funzioni essenziali. L'intelligenza artificiale aiuta a ridurre i costi, aumentare l'efficienza e abbassa la soglia d'ingresso per avviare un'attività".
Per molti, però, l'intelligenza artificiale non è solo un'opportunità. È anche la ragione che spinge a cambiare strada prima di essere tagliati fuori.
"In una società di consulenza straniera mi occupavo soprattutto di revisione documentale, un lavoro ancora molto legato all'intervento umano - racconta Wang Tianyi, fondatrice di Mulin Studio - Ma tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, ho capito che l'intelligenza artificiale poteva fare quel lavoro in modo più approfondito. È stato allora che ho iniziato a sentire un pericolo reale, la sensazione che il mio ruolo potesse essere sostituito molto presto. E infatti, dopo il nuovo anno, il mio progetto è stato interrotto".
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