Biodiversità urbana, scienza e design strategico per la salute nelle città
Roma, 13 apr. (askanews) - Oltre il 55 per cento della popolazione mondiale vive in aree urbane e la biodiversità rappresenta nelle città un fondamentale fattore di salute: l'ambiente urbano, con le sue caratteristiche ecologiche, sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nelle strategie di prevenzione delle patologie croniche per cui è necessario promuovere modelli di prevenzione e formazione per la salute nelle città. E' il tema al centro del progetto "Biodiversità urbana e salute dei cittadini. Modelli di prevenzione e formazione per la salute nelle città", presentato al Consiglio Nazionale delle Ricerche in un evento promosso, nell'ambito delle attività finanziate da National Biodiversity Future Center, da HCC - HealthCom Consulting, in collaborazione con la UNESCO Chair on Urban Health della Sapienza Università di Roma, e con Twig. Al centro dell'evento anche i due articoli realizzati sul tema dal Dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza Università di Roma. L'obiettivo è creare connessioni tra stakeholder differenti, professionisti di settore, istituzioni, università e popolazione, per trasformare le conoscenze scientifiche in competenze diffuse e buone pratiche quotidiane.
Andrea Lenzi, presidente CNR e Chairholder UNESCO Chair on Urban Health: "Oggi lavorano assieme il Consiglio Nazionale delle Ricerche, la cattedra UNESCO sull'Urban Health e la struttura sulla biodiversità che noi abbiamo qui all'interno del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che è più importante asset che è scaturito dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Abbiamo l'opportunità di parlare della salute dei cittadini e della salute urbana dei cittadini vista dal punto di vista della biodiversità, cioè della creazione di un ambiente urbano che abbia tutte le caratteristiche per poter far sopravvivere meglio i cittadini in un'ottica One Health. Questo consente di fare una riflessione sulla scienza che è in azione su questo e dall'altro sul connubio scienza, cittadini e territori".
Secondo l'OMS le città sono oggi epicentro dell'epidemia di malattie croniche non trasmissibili, tra cui malattie cardiovascolari, ictus, asma, tumori, diabete, obesità e depressione. Il progetto punta dunque a sviluppare azioni sulla biodiversità urbana in una visione sistemica, traducendo in pratiche concrete le conoscenze scientifiche secondo un approccio One Health. Attraverso l'approccio del design strategico, il progetto - già operativo e in continuità con le attività già svolte dai soggetti coinvolti - prevede la realizzazione di interventi educativi e formativi, strumenti digitali e documenti di indirizzo per la sensibilizzazione e la formazione sul tema rivolti ad istituzioni, professionisti sanitari, health city manager, scuole, cittadinanza.
Marco Ronchi, CEO TWIG HCC, Adjunct professor Communication Design Politecnico Milano: "In questo importante percorso sono due gli obiettivi: il primo è l'accesso e lo raggiungiamo con la comunicazione, portando ai cittadini contenuti complessi in forma semplice e affidabile; e il secondo obiettivo è certamente l'azione partecipata e lo raggiungiamo col design, mettendo seduti allo stesso tavolo stakeholder e cittadini per trasformare quei contenuti complessi in strumenti facilmente utilizzabili".
Tra le attività in programmazione, si svolgerà a Bergamo un'iniziativa di codesign, con il coinvolgimento di cittadini e stakeholder, per lavorare con e per il territorio, portando il tema al centro dell'agire dei cittadini e della progettazione di politiche urbane consapevoli.
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