Crans Montana, i Moretti volevano bloccare piattaforma testimonianze
Milano, 3 feb. (askanews) - Così recita un comunicato ufficiale pubblicato sul sito, dove fra l'altro si precisa che "ogni residente di Crans-Montana contribuirà a circa 130 franchi", che "il Canton Vallese ha annunciato formalmente la creazione di una fondazione per assistere le vittime della tragedia di Capodanno" dove andrà a confluire il milione di Crans, e che "la donazione di un milione di franchi promessa dalla Giunta Comunale di Crans-Montana non è correlata a eventuali danni che potrebbero essere riconosciuti in seguito".
Un passo che arriva a oltre un mese dalla tragica notte e che comunque non potrebbe essere sufficiente da solo a compensare il dolore delle famiglie che hanno perso il proprio figlio o figlia, e neppure coprire le costosissime cure che tutti i ragazzi gravemente ustionati dovranno affrontare.
Emergono anche altri particolari della vicenda giudiziaria in corso, che dovrebbe vedere alla sbarra i coniugi Moretti con una nuova serie di interrogatori da venerdì. Il sito web crans.merkt.ch, lanciato dall'avvocato ginevrino Romain Jordan per raccogliere testimonianze e documenti relativi all'incendio di Crans-Montana, rimane attivo. Non era scontato in questa vicenda. La Procura della Repubblica elvetica non intende intraprendere azioni contro questa piattaforma, e questo significa respingere la richiesta della difesa. A riferirlo è Léman Bleu, tv ginevrina.
La famiglia Moretti puntava a oscurare la raccolta di testimonianze online ma il sito non influenza eventuali testimoni, secondo la Procura: semplicemente si limita a fornire loro una piattaforma per trasmettere le loro informazioni, senza alcuna interazione, della terribile tragedia che è stata per loro la notte di Capodanno.
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