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Scrivere mentre il mondo brucia, Amitav Ghosh e il futuro

New Delhi, 14 gen. (askanews) - Amitav Ghosh è uno dei più importanti scrittori indiani, noto in tutto il mondo e da anni impegnato sul tema della crisi climatica, che giorno dopo giorno si conferma l'urgenza più rilevante del nostro tempo. Anche il suo prossimo romanzo, "Ghost-Eye" tratterà della fragilità del nostro pianeta, insieme a una storia di reincarnazioni e futuri nel passato. Che in fondo ci stanno portando, secondo lo scrittore, ad "accelerare la corsa verso l'abisso".

"Stiamo semplicemente precipitando lungo la strada dell'estrattivismo - ha detto Ghosh -. Solo che ora c'è una certa retorica greenwashing al riguardo. E questa retorica greenwashing è stata completamente adottata dai politici, che sono diventati molto abili in questo".

L'occhio fantasma del titolo del romanzo si riferisce alla capacità di cogliere anche le possibilità che non si vedono. Ma il mondo odierno sembra muoversi in una sola direzione. "Penso che ci sia un'atmosfera sempre più repressiva in tutto il mondo - ha aggiunto -. L'India, in un certo senso, è stata in prima linea in questa tendenza. Ma la repressione della libertà di parola che abbiamo visto in Europa e in America negli ultimi due anni è sbalorditiva. Semplicemente non ci si riesce a credere".

Ghosh parla dell'affermarsi dei movimenti di destra, così come di una rabbia e disperazione di sinistra, a causa dell'ansia estrema che coglie i giovani che vedono scomparire il proprio orizzonte davanti gli occhi. Ed è inevitabile porsi delle domande sulle responsabilità. "Una generazione fa - ha concluso Amitav Ghosh - i giovani chiedevano ai genitori: 'Cosa facevate durante la guerra?'. Credo che la generazione di mio nipote chiederà ai propri nonni e genitori: 'Cosa facevate quando il mondo andava a fuoco?'. Almeno, saprà che io stavo pensando a queste cose".

E pensare al mondo contemporaneo porta lo scrittore a ricordarci che le alternative esistono e che possono stare in posti misteriosi, perché nonostante tutta la tecnologia che ci opprime e controlla, la terra è ancora un posto più strano di quanto siamo disposti ad ammettere. La letteratura, probabilmente, serve a ricordarcelo. (Leonardo Merlini)

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