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L'impegno di Gran cereale per nostri boschi: ripristinate 6 aree

Milano, 22 giu. (askanews) - Bastano queste parole del professor Stefano Mancuso per capire quanto siano importanti i nostri polmoni verdi, patrimonio di biodiversità e arma efficace contro il riscaldamento globale. In Italia oggi ci sono 11,8 milioni di ettari di boschi che coprono quasi il 40% del territorio nazionale. Una delle percentuali più alte a livello europeo. Ma averle non basta: occorre prendersene cura, metterle al riparo dai rischi di calamità naturali, dei roghi, della vegetazione infestante. Come ha fatto Barilla con il progetto "Boschi di Gran Cereale", brand del gruppo alimentare di Parma, che ha ripristinato sei aree boschive lungo la Penisola.

"Il progetto I boschi di Gran Cereale nasce dalla volontà di ribadire il proprio impegno concreto nella salvaguardia dell'ambiente e nella tutela della biodiversità. Un progetto che aderisce a Mosaico verde di Legambiente. I boschi di Gran Cereale è un progetto che salvaguarda e tutela sei aree boschive sul territorio nazionale che soffrono di problematiche ambientali e prevede il ripristino di 13 ettari di terreno e la messa a dimora di circa 3.200 tra piante e arbusti".

I risultati di questo progetto Gran Cereale, in linea con la mission aziendale di Barilla "Buono per te, buono per il Pineta", arrivano non a caso nel giorno in cui tutto il mondo celebra il world rainforest day dedicato al tema della riforestazione. Una segno tangibile di cura e attenzione verso il nostro territorio che ha riguardato aree boschive sparse lungo tutto lo Stivale:

"Da Nord abbiamo la Val di Sella, che è stata colpita dal terribile ciclone Vaia a ottobre del 2018, Parco regionale di Portofino che è esposto periodicamente a tempeste di vento, poi abbiamo il Parco nazionale delle foreste Casentinesi che ha subito una terribile nevicata nel corso del 2017. In centro Italia abbiamo il parco regionale Valle del Treia che soffre di dissesto idrogeologico e vegetazione infestante. Infine al sud il Parco nazionale del Gargano che soffre di incendi boschivi frequenti e infine il Parco Nazionale del Pollino che soffre di specie invasive alloctone".

Per ciascuna di queste aree sono stati pensati interventi per l'aumento della biodiversità, la ricolonizzazione naturale o la stabilizzazione del suolo che limitano i rischi connessi ad alcuni problemi ambientali:

"Abbiamo scelto le aree boschive su cui fare gli interventi sulla base delle caratteristiche naturalistiche di pregio di queste aree, stiamo parlando di contesti di parchi nazionali o parchi regionali che hanno una grande qualità ambientale. Per le comunità locali questi interventi sono di grande interesse perché sono in luoghi facilmente accessibili e quindi fruibili, e gestibili con il contributo di comunità locali e di associazioni che possono continuare a prendersi cura di questi luoghi2.

Quella di Gran Cereale, che dal 2018 è impegnato sul fronte della sostenibilità nella riduzione e compensazione della Co2 dell'intera filiera produttiva attraverso un progetto di riforestazione dell'isola amazzonica di Marajo, è un tassello importante nel progetto di tutela del Mosaico Verde del nostro Paese.

"L'iniziativa di gran cereale di preservare sei aree boschive rappresentative della diversità delle piante e degli ecosistemi d'Italia è benemerita. Nonostante negli ultimi anni la forestazione sia in Italia che in Europa sia aumentata la qualità di queste foreste non è buona, quindi è fondamentale realmente importantissimo preservare le aree che già esistono e preservarle al meglio".

Preservare le nostre foreste è un impegno non più rimandabile ormai: secondo l'ultimo dossier di Legambiente, Biodiversità a rischio, ogni anno nel mondo vengono distrutti 13 milioni di ettari di foreste, una vera e propria minaccia alla nostra stessa sopravvivenza:

"Le foreste sono non soltanto il luogo dove c'è la maggiore biodiversità ma sono anche il motore stesso della vita del nostro mondo: l'ossigeno ma soprattutto l'anidride carbonica che viene fissata dagli alberi è al momento il problema più grande per l'umanità. Noi dovremmo riuscire ad aumentare le foreste e le aree boschive in modo da aumentare la quantità di anidride carbonica fissata, in questo modo potremmo risolvere il problema del riscaldamento globale e dare un grande aiuto alla sopravvivenza della nostra specie".

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