PEUGEOT
Il Leone nella storia del cinema
Dal grande schermo alla strada: il secolo d’amore tra Peugeot e la Settima Arte
C’è un filo rosso, elegante e inconfondibile, che lega la storia dell’automobile a quella del cinema. Se i fratelli Lumière hanno inventato la magia della pellicola proiettata, la maison di Sochaux ha fornito a quel nuovo linguaggio visivo alcune delle sue icone più memorabili. Il rapporto tra Peugeot e la Settima Arte non è una semplice operazione di product placement, ma una vera e propria convergenza culturale che attraversa oltre un secolo di costume, stile e innovazione.
Fin dai primi decenni del Novecento, le vetture del Leone sono diventate comparse d'eccezione e, spesso, coprotagoniste di scene entrate nel mito. Come non pensare alla celebre Peugeot 403 Cabriolet del Tenente Colombo? Quell'esemplare un po' amaccato, grigio e visibilmente vissuto, guidato da Peter Falk, è diventato il prolungamento perfetto della personalità del detective più amato della TV e del cinema: antidivo per eccellenza, sornione ma imbattibile. La 403, disegnata da Pininfarina, rappresentava l'eleganza francese prestata all'ironia americana.
Ma il legame si fa ancora più stretto e adrenalinico nella cinematografia d'oltralpe. Negli anni '90, Luc Besson sceglie la Peugeot 406 come cuore pulsante della saga Taxi. Trasformata in un bolide futuristico in grado di sfrecciare tra le vie di Marsiglia, la berlina bianca diventa il simbolo di un cinema d'azione giovane, ritmato e pop. Quella saga non solo ha polverizzato i botteghini internazionali, ma ha consacrato il brand nell'immaginario collettivo delle nuove generazioni come sinonimo di dinamismo e carattere.
Il leone rampante ha poi sfilato con disinvoltura tra i generi più diversi: dai thriller d'autore alle commedie romantiche, fino ai colossal di Hollywood. In Inception di Christopher Nolan, una Peugeot 408 affronta il caos di un sogno multilivello, mentre in Midnight in Paris di Woody Allen, le vetture d'epoca del marchio accompagnano il protagonista in un nostalgico viaggio nel tempo, restituendo la magia della Parigi degli anni '20.
Oggi questo matrimonio prosegue evolvendosi. Peugeot non si limita a fornire auto per i set, ma collabora con registi e festival di rilievo internazionale, sostenendo la transizione verso una mobilità sempre più sostenibile anche nelle produzioni cinematografiche. Dal fascino retrò delle storiche 205 e 504 fino ai moderni concept elettrici, le vetture del Leone continuano a raccontare storie, dimostrando che quando il design incontra l'obiettivo della telecamera, l'automobile smette di essere un semplice mezzo di trasporto per diventare pura narrazione visiva.
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La presenza della casa del Leone come sponsor automotive ufficiale e Auto Ufficiale Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia rimanda immediatamente al fatto che alcuni marchi automobilistici hanno legato la propria immagine a celebri film o a serie televisive di grande successo.
Ma quest’anno Peugeot porta il futuro a Venezia perché a pochi metri dal red carpet della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Peugeot mette in scena la propria visione dell’automobile che verrà. Lo fa con Polygon, concept che non anticipa semplicemente un nuovo modello, ma esplora linguaggi stilistici, materiali e tecnologie destinati, almeno in parte, a entrare nella produzione di serie.
Osservandola da vicino, sono soprattutto i dettagli a raccontare dove sta andando il marchio. Come spiegato durante la presentazione veneziana, Polygon nasce infatti come laboratorio dei designer, più interessato a sperimentare soluzioni che a prefigurare fedelmente una Peugeot prossima alla produzione.
Il frontale ne è già una dichiarazione d’intenti. I tre artigli, elemento ormai identitario del Leone, cambiano geometria e diventano linee orizzontali convergenti verso il centro, evoluzione di una firma luminosa che ritroveremo progressivamente sui prossimi modelli.
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È nell’abitacolo, però, che il concept mostra la sua parte tecnologicamente più interessante. Al posto del volante tradizionale compare un comando rettangolare, pensato per modificare ergonomia, visibilità e rapporto tra conducente e spazio interno. La forma è resa possibile soprattutto dallo steer-by-wire: nessun collegamento meccanico diretto fra volante e ruote, ma sensori che rilevano l’input del guidatore e lo trasformano elettronicamente in sterzata. Non è soltanto un esercizio da concept car: secondo quanto anticipato al Lido, la tecnologia debutterà sulla prossima generazione di Peugeot 208, attesa nel 2027.
Venezia diventa così qualcosa di più di una vetrina. Dopo César, BAFTA e altri appuntamenti internazionali, Peugeot consolida il rapporto con il cinema scegliendo il suo festival più antico come palcoscenico di una trasformazione. Perché Polygon, in fondo, fa ciò che il cinema prova a fare da sempre: immaginare oggi qualcosa che ancora non esiste. Con una differenza: alcune delle idee viste al Lido sono già dirette verso la strada.