MILLE MIGLIA

La Ferrari di Taruffi torna a Roma

Savina Confaloni

Il pubblico delle grandi occasioni ha accolto in Via Veneto l'arrivo della quarantaquattresima edizione della 1000 Miglia con una delle sue grandi regine sotto i riflettori: la Ferrari 121 LM Spider Scaglietti con cui Piero Taruffi scrisse una delle pagine più belle della Freccia Rossa. Era il 1955 e il pilota romano stabilì un record rimasto imbattuto sulla tratta Brescia-Roma: 189 km di media oraria, un primato che ancora oggi lascia a bocca aperta. Oltre settant'anni dopo, a portare quella stessa vettura in trionfo nella Capitale è stata sua figlia Prisca, campionessa di rally e custode di una memoria sportiva straordinaria, seduta accanto all'attuale proprietario, l'avvocato americano John Houghtaling.

 

  

 

La 121 LM è una delle vetture più rare e affascinanti mai uscite da Maranello: soli quattro esemplari costruiti, quando Enzo Ferrari si trovò di fronte alla sfida apparentemente impossibile di battere la Mercedes-Benz 300 SLR. I motori V12 della Scuderia non bastavano, e il Commendatore incaricò Aurelio Lampredi di progettare qualcosa di completamente diverso: una belva da corsa con un sei cilindri in linea, architettura insolita per Ferrari, vestita dalla carrozzeria sinuosa di Scaglietti, con cambio manuale a quattro marce e un carattere selvaggio.

 

 

 "Sono una donna fortunata - dice Prisca Taruffi-  per la seconda volta sono riuscita a mettermi al volante di una delle Ferrari guidate da mio padre. L'avevo già portata l'anno scorso al Giro di Sicilia ed è una macchina meravigliosa ma molto impegnativa. Non so come mio padre possa aver fatto quel record incredibile nel 1955 con le strade di allora: mi raccontava sempre che la Mille Miglia era la gara che gli mancava nel palmarès e quell'anno era convinto di poter vincere, ma raggiunta Roma con un largo vantaggio su Stirling Moss fu costretto al ritiro perché gli si ruppe la trasmissione."  L'arrivo nella Capitale ha segnato la conclusione della terza tappa di una 1000 Miglia suddivisa in cinque giornate e circa 2.000 km di gara, con la classifica parziale dominata dal testa a testa tra i fratelli argentini Juan e Margarita Tonconogy e i campioni in carica Andrea Vesco e Fabio Salvinelli.

 

 

 

I 450 equipaggi ammessi a partecipare sono al volante di capolavori che vanno dalle leggende anteguerra come la Bugatti T37 di De Angelis - Paglione e l’Alfa Romeo 8C 2900 A "Botticella" del 1936 del Metropole Museum di Druten, alle regine anni ’50 come le Mercedes 300 SL Ali di Gabbiano- fra cui quella con al volante il presidente di Mercedes-Benz Italia Marc Langenbrick- le Maserati A6 GCS e  Jaguar C-Type,  per arrivare allo schieramento da batticuore di Ferrari col leggendario dodici cilindri. Ma l'immagine che resterà scolpita nella memoria di questa edizione è quella di Prisca Taruffi in Via Veneto, sulla Ferrari di suo padre sotto gli applausi di Roma.