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Lazio, Lotito fa finta di niente

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Nonostante il flop della riapertura della campagna abbonamenti (vendute 200 tessere), la società non cambia strategia. Settori popolari a 45 euro contro il Milan per salvare l'incasso grazie a 15mila tifosi rossoneri

Luigi Salomone
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Lo stadio vuoto, il flop abbonamenti e una tifoseria che non molla di un metro e non ne vuole sapere più di dare soldi al presidente Lotito. Eppure, dall’altra parte, se si esclude il grido d’allarme del ds Fabiani che ha provato a smuovere la coscienza di qualche laziale con la mozione dei sentimenti sotto forma di appello al rientro all’Olimpico, la società non fa nulla per cercare di riconquistare la fiducia dei propri tifosi-clienti. Anzi, è solo una corsa a cercare di limitare i danni economici di un boicottaggio che costerà, tra abbonamenti e presenze allo stadio, almeno 20 milioni al numero uno del club.


Da ieri è cominciata la vendita per la sfida contro il Milan di sabato prossimo alle 18, in quella che sarà la prima gara vera in cui la Lazio, pur essendo a casa sua, giocherà in trasferta. I prezzi per i settori popolari sono alti, 45 euro per curva e distinti, nessuna iniziativa per i laziali, anzi c’è la speranza di riempire tutto il settore ospiti (6mila posti) e di dedicare alla prevedibile invasione milanista anche tutta la curva Maestrelli. Se in totale, come spera il cassiere di Formello, saranno 15 mila i sostenitori rossoneri l’incasso sarà salvo, gli ospiti porteranno almeno un milione di euro considerando anche quelli che saranno presenti in tribuna dove il costo dei tagliandi è molto più alto.


Una strategia che la Lazio attuerà per tutti i big match consegnando però il gruppo di Gattuso a una trasferta, per certi versi peggiore rispetto alle partite fuoricasa. Senza laziali lo stadio sarà in mano a milanisti, interisti, napoletani, juventini e interisti ma così si spera di compensare il boicottaggio della maggioranza dei tifosi. In tutto questo, il presidente non fa nulla, cerca solo di prendere qualche soldo in più dagli avversari senza pensare al risvolto negativo per la propria squadra. Del resto, è fallito anche il tentativo di riaprire la campagna abbonamenti (vendute 200 tessere) che ha portato il numero totale a 4.200, record negativo dell’attuale gestione. Lunedì sera a Udine ci saranno duemila laziali che, quando sarà possibile saranno sempre presenti in trasferta, ma l’Olimpico resterà deserto. Sarà terribile vedere tifoserie anche storicamente nemiche stravincere il confronto con i biancocelesti, un vero calvario per chi ha a cuore la società più antica della Capitale.

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