Fise, la replica di Campese: "Tutto quello che ho da dire su Di Paola"
Botta e riposta a distanza. L'ex Presidente FISE Veneto Clara Campese replica al presidente della FISE Marco Di Paola, numero due del CONI.
Ripercorriamo la vicenda...
«Innanzitutto ringrazio di cuore Il Tempo ed il direttore Capezzone per la possibilità di replica. Qui la questione non è solo sportiva, ma collegata alla Giustizia Sportiva. Parto facendo chiarezza: il pm, il Dott. Basentini, dopo due anni di indagini, nella sentenza di archiviazione della denuncia ai danni di Di Paola, ha acclarato l’esistenza dei fatti occorsi durante l’assemblea elettiva della Fise nel 2024 evidenziando «un quadro oggettivamente opaco e per nulla rassicurante, la cui gravità è stata riscontrata e confermata sotto diversi profili». Inoltre «i Carabinieri della stazione di Ponte Galeria riscontravano la fondatezza delle doglianze avanzate dalla Campese e da Bartalucci in riferimento alla illiceità delle procedure di voto». Ribadisco che è stata archiviata perché è la natura giuridica della Federazione che non consente la rilevanza penale. Il pm lo sottolinea, non lo dice Clara Campese».
Come nasce quindi questo scontro?
«Quando ho osato candidarmi, Di Paola me l'ha fatta pagare: tempi indietro andava tutto bene. Alla fine c'è stato il voltafaccia, quando ho provato a mettere in discussione la regolarità dell'assemblea elettiva. La mia difesa sono riuscita a farla grazie alle fotocopie delle documentazioni che ho conservato mese dopo mese. Andrò fino alla Corte Europea, è una questione di principio: voglio la verità dei fatti».
Cosa la tormenta di più di questa vicenda?
«Sono stata condannata per mancanza di lealtà, correttezza e probità, che sono tre principi per me importantissimi, previsti dal codice di comportamento del CONI. Peccato però che molto spesso vengano utilizzati in modo arbitrario, considerando che i giudici delle Federazioni sono nominati su indicazioni proprio dei presidenti dei federali. Di Paola parla delle mie condanne e del commissariamento, ma non dice che sono stata giudicata da degli organi di giustizia che ha nominato lui e che paga lui, quindi la FISE».
Ad oggi la FISE cosa rappresenta per lei?
«Non ci tornerei mai, ma per il futuro mi sento di dire che la Giustizia Sportiva deve ritrovare credibilità, attraverso interventi concreti. Quindi le persone che hanno commesso degli illeciti ne devono rispondere perché la Legge è uguale per tutti e l'esempio devono darlo i vertici».
Dai blog
Geo-podcasting, ecco la realtà aumentata con suoni e voci
Francesca Michielin: "Sui social la nuova caccia alle streghe"
L'annuncio di Fausto Lama: "Coma_Cose? Non escludo il ritorno"