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Terremoto arbitri, indagati Rocchi e Gervasoni. L'accusa dei pm: "Concorso in frode sportiva"

Foto:  Ansa

Simone Pieretti
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Un nuovo terremoto scuote il mondo del calcio. Il designatore degli arbitri di Serie A e B Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni sono indagati in «concorso con altre persone» per frode sportiva dalla Procura di Milano e si sono autosospesi dopo l’avviso di garanzia ricevuto. «In merito alla vicenda - afferma Rocchi in una nota - in accordo con l'Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can. Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima».

Nei capi di imputazione il designatore avrebbe orientato le designazioni arbitrali di due gare dell'Inter nel 2025, e violato il protocollo Var durante Udinese-Parma dello scorso campionato. L’interrogatorio del capo degli arbitri è stato fissato il prossimo 30 aprile.

Su Gervasoni l’accusa si concentra su Salernitana-Modena e sul fatto che durante «la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte di Giuia incalzava e sollecitava l'addetto Var Nasca affinchè questi richiamasse Giuia all"on field review' ai fini della decisione iniziale sull'episodio di gioco».

Anche la giustizia sportiva si è mossa: la Procura federale ha richiesto gli atti alla Procura della Repubblica di Milano, mentre il capo della Procura Generale dello Sport, Ugo Taucer, ha chiesto una relazione immediata a Giuseppe Chiné, responsabile della Procura della Federcalcio che archiviò gli atti trasmessi dall'Aia sulla vicenda di Udinese-Parma. Nell’accusa di reato in frode sportiva, al designatore verrebbe contestato di aver orientato la designazione dell’arbitro Colombo per Bologna-Inter dell’aprile 2025, e di aver indirizzato la scelta dell’arbitro Doveri per il derby di ritorno di Coppa Italia al fine di evitare la designazione dello stesso fischietto per le partite successive dell’Inter.

L'episodio relativo a Udinese-Parma del 2025 - ovvero la denuncia di un ex assistente su presunte pressioni del designatore Rocchi e della sua commissione sui Var impegnati nelle sale di Lissone- era già stato archiviato dalla Procura Federale della Figc con il placet della stessa Procura Generale dello Sport.

«Mi aspetto di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda - si legge nella nota del Ministro dello Sport Andrea Abodi pubblicata su X - nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze. L'aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all'interno del sistema calcistico».

L’eventuale inadempienza della Procura Federale aprirebbe diversi scenari, non ultimo quello del commisariamento; l’ipotesi a questo punto è più di un’ipotesi, ma il percorso sembra piuttosto tortuoso.

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