Sinner a Roma e Parigi senza Alcaraz: per lo spagnolo un forfait da 3.000 punti Atp
Un infortunio da 3.000 punti. Carlos Alcaraz con un post sui propri canali social ha ufficialmente abdicato al trono di Roma e Parigi, lasciando per strada il bottino allegato cumulato lo scorso anno agli Internazionali BNL d'Italia e al Roland Garros ai danni dell'amico-rivale Jannik Sinner. Una rinuncia che costerà moltissimo all'erede di Rafa Nadal - la terra rossa è il suo giardino di casa proprio come lo era per il maiorchino - e che regala invece praterie da percorrere al numero 1 del mondo italiano.
L'allievo di Vagnozzi e Cahill, a margine della faticosa rimonta con Bonzi nel secondo turno del Master 1000 di Madrid (6-7, 6-1, 6-4 in due ore), ha glissato le domande provocatorie dei giornalisti in sala. "Non so se con la sua assenza io possa essere più favorito a Roma e a Parigi, e sinceramente non m'interessa", perché prima viene la solidarietà verso il suo antagonista: "Non dovremmo parlare di questo, la cosa più importante da dire è che il tennis ha bisogno di Carlos ed è molto meglio quando c'è lui".
Dichiarazioni di rito - non scontate e indubbiamente sentite - a parte, per Sinner si tratta di un cioccolatino da scartare. Vediamo tutti i vantaggi di questo forfait dello spagnolo dovuto all'infortunio al polso procuratosi durante il torneo di Barcellona: intanto il consolidamento del primato nel ranking Atp. Alcaraz non potrà difendere i 3.000 punti conquistati nel 2025 tra Roma e Parigi, dove aveva sconfitto proprio il rientrante Sinner in finale in entrambe le occasioni. (Quella del Philippe Chatrier grida ancora vendetta). Dopo il Roland Garros si ritroverà con appena 9.960 punti. Mentre l'altoatesino, 13.350 punti all'inizio della settimana a Madrid, scarterà i 1.950 punti delle finali a Roma e Parigi e sarà dopo lo Slam francese almeno a quota 11.400 punti. In soldoni, in caso di finale a Madrid, Jannik sarebbe certo di essere numero 1 del mondo fino a dopo Wimbledon.
Ma lo sappiamo, Sinner non ha mai idolatrato la posizione in classifica. A lui interessano i titoli e a tal proposito l'assenza forzata del giocatore più forte del circuito sul rosso, nonostante il ko di Montecarlo, non può che essere visto come un portone che si spalanca per accaparrarsi quel Career Grand Slam che Alcaraz ha già fatto suo a gennaio in Australia. Anche perché l'ultimo tennista in grado di vincere un Major che non si chiami Sinner o Alcaraz è stato Djokovic, US Open 2023. Una vita fa. Il duo alieno è in serie da 9 Slam consecutivi. Tant'è che secondo proiezioni basate su modelli ELO applicati al tennis, la forbice di probabilità di vittoria del 24enne di Sesto Pusteria lievita notevolmente: dal 20-22% al 35-38%.
Ma per tanti vantaggi, la fregatura può essere sempre dietro l'angolo. In questo caso le motivazioni: il precedente c'è, ed è proprio Carlos a fornirlo. Durante i mesi di squalifica per doping di Sinner, infatti, lo spagnolo sembrava aver smarrito il suo punto di riferimento, il suo stimolo quotidiano. Il rischio, allora, può venire da qui. D'altronde anche Sinner l'ha confermato in conferenza: "Se c'è lui io miglioro e guardo tutto in maniera differente". Ecco, forse lo step definitivo di maturazione che Jannik deve dimostrare a se stesso, prima che al mondo, è questo: agire da numero 1 sapendosi, all'occorrenza, privare del numero 2.
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