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Roma, Gasperini-Ranieri: l'ora della resa dei conti

Lorenzo Pes
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È l’ora delle scelte. I Friedkin all’ennesimo bivio della loro gestione romanista: Ranieri o Gasperini, non c’è altra strada. Il rapporto tra allenatore e senior advisor dopo le parole di Sir Claudio di venerdì non è più recuperabile e ora la proprietà dovrà decidere tempi e modalità di prosecuzione di un progetto naufragato sul nascere, nonostante la squadra si stia giocando ancora le proprie chance di qualificazione Champions. Da oggi a Trigoria ogni momento è buono per un confronto, che Gasp stesso auspicava nel post match di Roma-Pisa, tra i due ma la vera direzione la tracceranno, come sempre, Dan e Ryan. Le posizioni sono chiare, cristallizzate, e la speranza che fino a qualche giorno fa albergava nella testa dei proprietari di proseguire oltre le difficoltà con questo assetto, ormai è venuta meno.

Da una parte c’è Ranieri. L’uomo che ha letteralmente risollevato le sorti dei giallorossi durante la scorsa stagione, quando a un certo punto il futuro si faceva sempre più buio e avvolto dalle paure. A lui la presidenza ha affidato, oltre all’incarico di guidare la squadra fino a fine stagione (con un’offerta per proseguire ancora in panchina gentilmente rifiutata da Claudio), anche la ricostruzione futura con un parere determinante nella scelta del tecnico del futuro che, appunto, è ricaduta su Gasperini. Un uomo forte del quale, probabilmente, alcune sfaccettature sono state sottovalutate, tant’è che il rapporto inizialmente solido tra i due ha iniziato a vacillare da subito, fino alla rottura pubblica.

 

 

 

Quella di Ranieri è sembrata a tutti gli effetti una prova di forza. I concetti espressi con così tanta rabbia sul prato dell’Olimpico, sono gli stessi che in questi mesi hanno rappresentato materia di discussione a Trigoria. Anche perché il piemontese ben conosceva difficoltà e limiti della Roma, per questo il suo pressing continuo non è stato mai particolarmente apprezzato a Houston, soprattutto dopo qualche brusca alzata di toni. Ma, come è evidente sin dal loro arrivo, ai Friedkin non piace mettere su piazza i problemi e non amano i toni esasperati. Per questo la scelta del senior advisor di portare alla luce del sole i dissidi interni con Gasperini non poteva trovare il placet della proprietà, pur partendo da contenuti condivisi in gran parte. Un vero e proprio all-in di Sir Claudio che ora vuole capire che tipo di reazione arriverà dal club, con la disponibilità eventuale anche a fare un passo indietro qualora il suo parere non sia più così determinante per il futuro giallorosso.

Un fastidio, quello provato da Ranieri, che negli ultimi giorni è aumentato dopo che i contatti tra Gasperini e la presidenza sono aumentati e che l’ex atalantino resta centrale per l’avvenire del club. La misura, già colma, è letteralmente esplosa dopo la conferenza stampa dell’allenatore di Grugliasco che, di fatto, ha sconfessato strategie e scelte di un progetto che era stato condiviso nemmeno un anno fa. Il tecnico, dal canto suo, ha scelto la via del silenzio dopo le dure parole di Ranieri, e ora attende anche lui di capire le prossime mosse con una posizione che, al di là di alcuni momenti poco apprezzati, non è mai stata in bilico agli occhi di Dan e Ryan. La palla, quindi, passa ancora una volta a loro. Difficile immaginare quale sia stavolta l’esito di una riflessione durata diverse ore dopo un weekend di silenzio. Quel che è certo è che il piano di salvare capra e cavoli è fallito. E se Ranieri sembrava intoccabile ora, anche per stanchezza, torna in gioco anche lui. Visto che anche Gasp tra un contratto blindato e la voglia di evitare l’ennesimo ribaltone in panchina, è difficile immaginarlo lontano da Trigoria. La partita è più aperta che mai.

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